Le vie del grano

Ad Eboli vi è un suggestivo Epitaffio risalente al 1797 che costituisce il lascito importante dell’apertura di una arteria che dalla Campania giungeva fino in Basilicata, attraversando le più fertile zone dell’entroterra delle due regioni. Il Regio Cammino di Matera – questo il nome ufficiale sui documenti storici – fu proposto dal Marchese di Valva, Soprintendente di Strade e Ponti al re Ferdinando IV° di Borbone, che ne validò il progetto e lo fece realizzare.




Collegava le attuali province di Salerno e Avellino con la Basilicata, dunque il Principato Citeriore e l’Ulteriore. La strada è tuttora una testimonianza felice di un passato di condivisione e di fertilità, in cui i commerci di derrate alimentari e nello specifico il passaggio del grano rendevano il Sud Italia vivace e attivo. Il tracciato sopravvive in molte strade della Valle del Sele, nell’entroterra irpino e si delinea nella zona del Vulture in Basilicata.

E’ interessante ripercorrere con la memoria storica alcuni periodi in cui i popoli avevano piacere di lavorare e vivere insieme, senza barriere e divisioni. Il rispetto e l’armonia tra gli uomini sono i valori che si cerca di restituire oggi, con i programmi di condivisione e i progetti di sviluppo tra Comuni, Enti regionali, Enti sovraregionali.

La via del grano è un nome che evoca la semplice abbondanza di territori fortunati e incontaminati, dove gli uomini vivevano in rapporto e nel rispetto della natura; recuperarne la memoria è acquisire la consapevolezza del valore della terra e di stili di vita che tutelano l’umanità. L’oro del grano che giungeva a Napoli solca idealmente ancora oggi le strade come un rivolo per ricordare a tutti i valori semplici e fecondi della natura, che generano prosperità e benessere.