Le vie dell'olio

La Basilicata è tra le regioni d’Italia che vanta, in proporzione al territorio, tra i più alti numeri di specie autoctone di ulivo. Le ventisette varietà si sono completamente integrate all’ambiente, diventando il prodotto simbolo e simbolico della regione sin dai tempi della Magna Grecia.
 


L’itinerario che porta alla scoperta dell’olio lucano DOP si snoda tra le due province, consentendo di gustarne i sapori, di deliziare la vista con i magnifici paesaggi lucani. Si parte da Ferrandina, con la sua regina incontrastata, l’oliva infornata. Le olive nere vengono trattate con un procedimento meticoloso che consente loro un essiccamento graduale, salatura e condimento a base di origano fino ad ottenere il tradizionale aspetto avvizzito che ha reso tanto popolare l’infornata di Ferrandina ben oltre i confini regionali.



Dopo la degustazione dell’oliva, ci si dirige a Grottole, proseguendo nell’area materana. Grottole tradisce dal nome la sua origine rupestre e ancora oggi molte piccole grotte sono utilizzate dai validi artigiani che lavorano l’argilla per ricavarne vasi e brocche. Nella Chiesa Madre dei Santi Luca e Giuliano è possibile ammirare pregiati altari lignei; di gran pregio artistico è anche la Chiesa di Santa Maria la Grotta, riconsacrata a San Rocco. Su di un colle nei pressi del paese è possibile ammirare una torre dell’antico castello longobardo, fatto costruire dal principe Schinuflo nell’ 851.

Da Grottole, attraverso il Parco delle Dolomiti lucane si giunge a Vietri, piccolo centro del potentino di origine romana. Fu occupato poi dai Goti, dai Longobardi per venire successivamente inglobato nel Principato di Salerno e dai Sangro passò quindi alla famiglia Caracciolo nel 1705. La Chiesa di San Nicola di Mira presenta una facciata rococò molto pregevole; da visitare la Chiesa dell’Annunziata con il suo antichissimo portale, gli affreschi e i dipinti. Nella Chiesa del Convento dei Cappuccini inoltre si trovano alcune tele dell’artista lucano Antonio Stabile.

Risalendo il percorso verso Muro Lucano, si prosegue in direzione di Rapolla, dove la vista si distende nello splendore degli ulivi che si perdono oltre l’orizzonte. Pianta sacra agli dei, portato dai Fenici, l’olivo è presente in Basilicata con tre varietà di altissima qualità e con caratteristiche peculiari: la Maieatica (Ferrandina), l'Ogliarola del Vulture (Melfi) e l'Ogliarola del Bradano (Montescaglioso). Il percorso dell’olio, dunque, porta alla scoperta di un territorio tanto articolato quanto affascinante, in cui il sacro ulivo ha scelto di impiantarsi e concedere le sue meraviglie.