Le cantine

Sin dai tempi della Magna Grecia la Basilicata segue la traduzione di produrre vini, dai rossi ai rosati ai bianchi agli spumanti. Ben 4 varietà di vino prodotte in questa regione hanno la denominazione d’origine controllata (DOC): l’Aglianico del Vulture, il Grottino di Roccanova, il vino di Matera e quello delle Terre dell’Alta Val D’Agri. Inoltre, l’Aglianico del Vulture Superiore è a denominazione d’origine controllata e garantita (DOCG) e moltissimi vini prodotti in terra lucana sono certificati con l’indicazione geografica tipica “IGT Basilicata”.

In questa sezione elenchiamo e descriviamo molte delle cantine della regione che producono questi pregiati vini.

 

Michele Laluce è nato a Ginestra e ha sempre vissuto qui occupandosi di agricoltura, in particolare dei vigneti di aglianico di proprietà della sua famiglia da due generazioni. Nel 2001 ha deciso di non vendere più le sue uve ai consorzi e di cominciare a produrre un vino tutto suo. Così dal 2006, grazie a un POR ha costruito e aperto la sua azienda a ridosso delle vigne sulla strada provinciale fra Ginestra e Venosa, dove oggi dà vita ai suoi vini, “quattro moschettieri”, ciascuno con il suo carattere, tutti espressione di un lavoro coraggioso, di un impegno costante e del grande amore per la terra. Prima ha cominciato a produrre lo Zimberno e il S’Adat, entrambi DOC poi - dopo avere attrezzato la bottaia - ha prodotto Le Drude, la sua punta di diamante, un aglianico invecchiato in botti di rovere per almeno due anni che ha ottenuto nel 2010 la denominazione DOC e sta per essere riconosciuto DOCG.

Dal 2008 produce inoltre il Morbino, un bianco d’annata IGT estratto da uve moscato e malvasia. L’aglianico del Vulture - ci spiega - è il frutto della giusta combinazione fra le ottime caratteristiche del territorio, soprattutto per i terreni vulcanici, argillosi e magmosi, dove attecchiscono i vitigni autoctoni e le capacità degli agricoltori che possono fare molto con un sapiente uso della tecnologia, sempre privilegiando la qualità alla quantità. Non è un vino facile che conquista al primo impatto perché è molto tannico, ma il suo retrogusto diventa piacevole e si adatta a tutti ´┐╝ i palati. Bisogna prendersi il tempo necessario e assaporarlo con calma. Si sposa benissimo con le carni rosse e i formaggi stagionati.


Video a cura di Helga Sanità e Annalisa Rascato, MedEatResearch - Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea diretto da Marino Niola