Glossario

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ABIOTICO > Indica l’assenza di organismi viventi.

ACIDIFICAZIONE > Processo chimico causato dall’inquinamento idrico e atmosferico, che determina una diminuzione del pH delle acque superficiali e del suolo.

ACQUACOLTURA > Attività che prevede il confinamento di organismi (marini) che vengono artificialmente mantenuti (allevati) per l’intero ciclo vitale o parte di esso.

ACQUE REFLUE > Acque di scarico derivanti da attività industriali o da scarichi domestici. Le acque reflue possono essere scaricate nell’ambiente esterno solo se rispecchiano la normativa sugli scarichi e, in caso contrario, solo dopo un adeguato trattamento.

ADDITIVO > Sostanza chimica che aggiunta a prodotti industriali (alimentari, carburanti, lubrificanti, materie plastiche, ecc.), conferisce loro peculiari proprietà, migliorandone le prestazioni e la conservabilità. Gli additivi alimentari (le cui modalità di impiego sono stabilite da disposizioni di legge), comprendono conservanti, addensanti, emulsionanti, coloranti, aromatizzanti.

AGENDA 21 > Letteralmente “Programma di azioni per il 21° secolo”, documento nel quale viene esposto il programma di attuazione della Dichiarazione di Rio (vedi UNCED) e che affronta temi che vanno dalla demografia al commercio, dal trasferimento delle tecnologie alle istituzioni internazionali, dallo sviluppo rurale agli oceani, ecc., indicando per ciascuno di essi linee d’azione che, sebbene non vincolanti sul piano legale, riflettono il consenso sostanziale dei partecipanti al Summit di Rio. Tale consenso va verso un modello di “sviluppo sostenibile” più attento alla qualità della vita e capace di mantenere un equilibrio stabile fra l’uomo e l’ecosistema, il cui patrimonio di risorse naturali e biologiche deve essere preservato per il bene delle future generazioni.

AGRICOLTURA ITINERANTE > Quella itinerante è un tipo di agricoltura praticata da popolazioni nomadi, cioè che non hanno una dimora stabile, ma si insediano in un territorio solamente per poco tempo. Quando queste popolazioni trovano una zona in cui fermarsi, ne tagliano la vegetazione e lasciano seccare i rami; poi danno fuoco a questa sterpaglia, anche per poter concimare il terreno con le ceneri del fuoco. Quindi, lo coltivano per due anni circa, soprattutto con patate e cereali, fino a che il terreno diventa improduttivo perché perde le sue sostanze nutritive e si impoverisce, cioè non è più fertile. Allora, quelle popolazioni ripartono alla ricerca di un altro appezzamento su cui insediarsi.

AMBIENTE > Insieme delle condizioni fisiche (temperatura, pressione, ecc.), chimiche (concentrazioni di sali, ecc.) e biologiche in cui si svolge la vita. L’ambiente è un sistema aperto, capace di autoregolarsi e di mantenere un equilibrio dinamico, all’interno del quale si verificano scambi di energia e di informazioni. Esso include elementi non viventi (acqua, aria, minerali, energia) o abiotici (vedi) ed elementi viventi o biotici (vedi) tra i quali si distinguono organismi produttori (vegetali), consumatori (animali) e decompositori (funghi e batteri).

AMBIENTE, TUTELA DELL’ > Insieme di misure di diritto penale e amministrativo tendenti a proteggere l’ambiente naturale (aria, terra, acque, bellezze naturali e lo stesso spazio interplanetario) da ogni inquinamento o super sfruttamento. A partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, si sono espressi crescenti timori per il futuro dell’ambiente, minacciato dalle attività umane, sempre più invadenti e distruttive, a livello sia locale, sia globale. Le preoccupazioni per la salvaguardia dell’ambiente locale (urbano e rurale) hanno condotto all’elaborazione di apposite leggi: agricoltura, industria, produzione di energia, trasporti, costruzione di nuovi insediamenti sono attività soggette a valutazione e a normative di contenimento dell’impatto ambientale (vedi) Per tenere sotto controllo le alterazioni prodotte sull’ambiente globale (fino a modificare la composizione dell’atmosfera o la temperatura media sulla Terra) sono stati raggiunti accordi internazionali. Nel corso di una serie di conferenze svoltesi sotto l’egida delle Nazioni Unite, iniziate nel 1972 a Stoccolma e culminate nel Vertice mondiale su Ambiente e sviluppo tenutosi a Rio de Janeiro nel 1992 (vedi UNCED e Agenda 21), sono state adottate convenzioni internazionali per salvaguardare il clima e la diversità biologica.

AMMONIACA (NH3) > Gas dall’odore pungente che viene prodotto facendo reagire 3 molecole di idrogeno e 1 di azoto, in presenza di catalizzatori e a temperatura e pressione molto elevate. Questo composto chimico viene utilizzato soprattutto nella preparazione dei concimi e la sua produzione annua mondiale è pari a 100 milioni di tonnellate.

ANAEROBICO > Processo microbiologico che avviene in assenza di ossigeno.

ANIDRIDE CARBONICA (CO2) > L’anidride carbonica è un gas incolore, inodore e insapore, più pesante dell’aria, che si forma in tutti i processi di combustione, respirazione, decomposizione di materiale organico, per ossidazione totale del carbonio (vedi). È indispensabile alla vita vegetale (vedi Fotosintesi clorofilliana) ed è praticamente inerte. La CO2 è trasparente alla luce solare, ma riflette le radiazioni infrarosse emesse dalla superficie terrestre, determinando il cosiddetto “effetto serra” (vedi). Variazioni di concentrazione di anidride carbonica in atmosfera, dovute a varie attività antropiche (combustione, deforestazione), determinano nel tempo modifiche del clima (vedi).

ANTIOSSIDANTI > Molecole che vengono aggiunte ai substrati più diversi (materiali elastomerici, plastici, benzine, oli lubrificanti, bevande e prodotti alimentari) per ritardare l’attacco dell’ossigeno. Questo attacco può essere lento (ad esempio processi di irrancidimento dei grassi o formazione della ruggine), ma viene accelerato dalla presenza di radiazioni UV (ultraviolette), ozono, smog (vedi) e altri agenti inquinanti. Dipende soprattutto dalla natura chimica del substrato. Esistono quindi diverse tipologie di antiossidanti e agenti protettori: antiozono, assorbenti di radiazioni UV, pellicole protettive, oltre agli antiossidanti termici e per l’esposizione esterna.

ANTROPICO > È detto antropico ciò che si riferisce all’uomo.

ANTROPIZZAZIONE > Colonizzazione da parte dell’uomo degli ambienti naturali, con conseguente modifica e alterazione degli stessi.

ANTROPOGENICO > Antropogenico è tutto ciò che viene generato dall’uomo. Questo termine si usa, in genere, per indicare le influenze che le attività umane producono sui sistemi naturali.

ATMOSFERA > Involucro di gas e vapori che circonda la Terra. Tra tutti i pianeti del sistema solare la Terra è l’unico a possedere un’atmosfera ricca di ossigeno e di azoto, elementi fondamentali per consentire la presenza della vita in tutte le sue forme, animali e vegetali. L’atmosfera svolge anche un ruolo essenziale per garantire la protezione della vita: essa costituisce infatti uno schermo efficace per le radiazioni ultraviolette e per il flusso di particelle provenienti dal Sole, che altrimenti la distruggerebbero quasi immediatamente. La densità dell’atmosfera terrestre diminuisce con l’aumentare della quota e ciò permette di suddividerla in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera. Si impiegano anche suddivisioni differenti, soprattutto con riferimento alla temperatura relativa alle diverse quote.

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BATTERI > I batteri sono microrganismi unicellulari, a metà tra il regno vegetale e quello animale. Questi microrganismi comprendono, infatti, forme autotrofe come i vegetali e forme eterotrofe come gli animali. Essi hanno dimensioni dell’ordine dei micron e possono avere forma sferica o allungata a bastoncino. I primi, di forma tondeggiante, sono di solito immobili, al contrario dei secondi, di forma allungata, che possono spostarsi grazie al movimento di ciglia o di flagelli, disposti alla periferia della cellula. I batteri possono essere aerobi, cioè organismi che, per vivere, hanno bisogno di assumere ossigeno libero dall’ambiente esterno, o anaerobi, che, al contrario, possono (o devono) vivere in assenza di ossigeno libero. Date le loro dimensioni microscopiche e le ridotte esigenze alimentari e ambientali, i batteri sono gli esseri viventi più diffusi, presenti nell’aria, nell’acqua, nel suolo, nel corpo degli animali e nelle piante.

BILANCIO AMBIENTALE > Strumento contabile in grado di fornire un insieme organico delle interrelazioni dirette tra l’impresa e l’ambiente naturale, attraverso un quadro riassuntivo di dati quantitativi relativi all’impatto ambientale (vedi) di determinate attività produttive e all’impegno economico dell’impresa, nel campo della protezione ambientale. Qualora comprenda anche una parte dedicata alla descrizione degli aspetti qualitativi dell’impegno ambientale dell’impresa, viene chiamato rapporto ambientale.

BILANCIO DI ESERCIZIO > l’insieme dei documenti che un’impresa deve redigere periodicamente, allo scopo di rappresentare in modo veritiero, chiaro e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria (quanto vale l’azienda, quanti debiti ha, etc), nonché il risultato economico della società.

BIOCARBURANTI > propellenti ottenuti in modo indiretto da grano, mais, bietola, canna da zucchero, ecc. Il loro impatto sull’ambiente è minore rispetto ai carburanti tradizionali; allo stesso tempo, però, per produrli si sottrae terreno altrimenti adibito alla produzione di alimenti.

BIODEGRADABILE > un composto si dice biodegradabile quando può essere scomposto in elementi semplici e rientrare nel ciclo naturale. Una sostanza decomponibile viene infatti attaccata da alcuni batteri che ne estraggono gli enzimi necessari alla decomposizione in prodotti semplici, dopodiché l’elemento viene assorbito completamente nel terreno. Una sostanza non decomponibile (o decomponibile a lungo termine), rimane nel terreno senza venire assorbita e provoca inquinamento e favorisce diverse problematiche ambientali.

BIODIVERSITÀ > Indica una misura delle varietà di specie animali e vegetali, di geni, di popolazioni, di comunità e di ecosistemi che, nei vari livelli, formano la biosfera.

BIOENERGIA > Energia derivante da processi di trasformazione di bioprodotti quali biomasse (vedi) cerealicole, lignocellulosiche, deiezioni animali, eccedenze alimentari, rifiuti urbani cartacei, ecc.. È un’energia rinnovabile, non provoca aumenti di gas serra (vedi), in quanto l’anidride carbonica prodotta durante la combustione viene riassorbita dalla biomassa in fase di sviluppo e si utilizza nella forma di biofuels (carburanti come etanolo e metanolo), bioelettricità, calore, biogas (vedi).

BIOFUELS > Carburanti e combustibili ottenuti dalla trasformazione di materie prime di origine biologica. Alcooli (etanolo e metanolo) e oli (di colza, girasole, palma, ecc.) di origine vegetale spesso contenenti ossigeno, impiegati tal quali o trasformati in eteri (MTBE, ETBE, TAEE) o esteri (biodiesel).

BIOGAS > Formazione di gas, per fermentazione anaerobica (vedi) in presenza di microrganismi (batteri acidogeni, batteri acetogeni e metanobatteri) di rifiuti industriali e agricoli o fanghi (vedi) dei trattamenti delle acque urbane, il metano (vedi) contenuto nel biogas può essere utilizzato per la produzione di energia.

BIOMASSA > Accumulo di parte dell’energia proveniente dalla radiazione solare sotto forma di massa vegetale (da 50 a 75 Gtep/anno, a seconda delle stime) mediante la fotosintesi, in cui la radiazione solare fornisce l’apporto energetico necessario per costruire molecole organiche complesse a partire da acqua e anidride carbonica. La demolizione delle suddette molecole organiche restituisce l’energia fissata. L’energia potenziale contenuta nella biomassa è utilizzata dall’uomo e dagli animali attraverso la digestione, può essere liberata direttamente come energia termica nella combustione (uso tradizionale, dominante), oppure concentrata in una varietà di combustibili solidi, liquidi o gassosi, tali da rendere più facile il trasporto e/o l’utilizzazione finale, mediante processi termochimici (pirolisi, gassificazione) o biochimici (fermentazione alcolica, digestione anaerobica). Nella società preindustriale, la biomassa era la fonte di energia dominante. Oggi si stima che nei paesi in via di sviluppo la biomassa contribuisca a soddisfare il fabbisogno di energia primaria ancora nella misura del 33%, in quelli industrializzati appena del 3% (media mondiale 13%).

BIOSFERA > Indica l’insieme delle zone della Terra in cui sono presenti forme di vita, ovvero l’insieme degli ecosistemi terrestri (vedi): la parte inferiore dell’atmosfera, l’idrosfera (vedi) e la parte superficiale delle terre emerse.

BIOTICO > Indica la presenza degli organismi viventi e dei processi vitali.

BRANCHIA > Organo di respirazione caratteristico di pesci, anfibi, molluschi e altri animali acquatici; è costituito da una struttura lamellare sulle cui pareti avvengono gli scambi gassosi con l’ossigeno presente nell’acqua.

BUCO DELL’OZONO > Diminuzione della concentrazione di ozono (vedi) nello strato superiore dell’atmosfera. Tale strato protegge la Terra dalle radiazioni solari nocive (confronta Clorofluorocarburi).

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CAMBIAMENTO CLIMATICO > Letteralmente il termine indica il fatto che il clima col passare del tempo può cambiare; negli ultimi tempi, però, è per lo più utilizzato per indicare l’innalzamento della temperatura media del pianeta, nonché l’aumento degli eventi climatici estremi, causati dall’attività dell’uomo. Infatti i così detti gas serra (anidride carbonica, ossido di azoto, metano), emessi dalle industrie e dai trasporti ad esempio, variano la composizione chimica dell’atmosfera; questi gas hanno la capacità di intrappolare il calore, determinando così degli effetti drammatici sugli equilibri climatici.

CAPITALE UMANO > insieme di conoscenze,competenze,abilità, emozioni, acquisite durante la vita da un individuo e finalizzate al raggiungimento di obiettivi sociali ed economici, singoli o collettivi. La formazione e crescita del capitale umano avviene tramite i processi educativi di un individuo che riguardano l’ambiente familiare, l’ambiente sociale, quello scolastico e quello lavorativo.

CARBONIO > Elemento chimico, con simbolo C, costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche “chimica del carbonio”. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante. Allo stato di elemento si trova come grafite e diamante. Nell’atmosfera è presente come anidride carbonica (vedi), proveniente dai processi di combustione, oltre che da fenomeni di vulcanismo. Esiste un isotopo del carbonio, il C14, che è radioattivo e serve, per questa sua proprietà, a scopi analitici (datazione) e scientifici come “tracciante” per lo studio di processi chimici complessi.

CATENA ALIMENTARE/TROFICA > In natura, successione di organismi in cui ogni anello della catena (vedi Livello trofico) si nutre a spese del precedente e alimenta il successivo. Le piante e gli erbivori stanno alla base, mentre i carnivori e gli onnivori di maggiori dimensioni occupano i livelli più alti.

CATTURE ACCESSORIE/BYCATCH/PESCATO SECONDARIO > Organismi catturati dagli attrezzi da pesce che non sono immessi sul mercato, e quindi scartati (spesso rigettati morti in mare) perché non commestibili o non richiesti dal mercato, o perché al di sotto della taglia minima legale o, ancora, perché chi le cattura non ha una licenza per la pesca di quella specie. Le catture di specie accessorie sono tanto maggiori quanto minore è la selettività dell’attrezzo.

CELLULOSA > È un composto organico solido e fibroso presente nelle piante, specialmente nelle loro pareti cellulari. È utilizzato nell’industria tessile, della carta, delle vernici e degli esplosivi.

CLIMA > Complesso delle condizioni meteorologiche di una regione nel corso delle stagioni. Il clima dipende dalla latitudine, dall’altitudine, dalla posizione rispetto ai continenti e alle aree oceaniche.

CLOROFLUOROCARBURI (CFC) > Derivati del metano (CH4), dell’etano (C2H6) e del propano (C3H8), nei quali tutti gli atomi di idrogeno sono stati sostituiti con atomi di cloro e fluoro. Sono denominati anche freon e sono costituiti da prodotti gassosi, inerti, facilmente liquefacibili, impiegati per lungo tempo, come propellenti di aerosol, fluidi di circuiti frigoriferi, agenti espandenti, ecc. Sono chimicamente inerti; proprio questa proprietà consente loro di arrivare in stratosfera, dove vengono scissi con reazione fotochimica, cedendo cloro che reagisce con l’ozono che si trova nelle fasce alte dell’atmosfera, contribuendo a ridurne lo spessore fino ad eliminarlo (buco dell’ozono). Le nuove norme ecologiche prevedono la sostituzione dei CFC con gli idroclorofluorocarburi (HCFC) che sono più facilmente biodegradabili.

COLTURA PROTETTA O IN SERRA > La produzione, in massima parte ortofloricola e vivaistica, che si esegue in ambiente protetto, influendo sul controllo dei fattori ambientali che condizionano la crescita della pianta.

COMBUSTIBILE FOSSILE > Il combustibile fossile è un idrocarburo (come il petrolio, il carbone o il gas) che può essere estratto dal sottosuolo ed essere utilizzato come combustibile. I combustibili fossili sono sorgenti di energia non rinnovabile.

COMPOST > Termine di derivazione anglosassone, che significa concime o ammendante organico. Il compost è un prodotto ottenuto mediante un processo biologico aerobico (vedi) dalla componente organica di rifiuti solidi urbani (vedi), da materiali organici naturali fermentescibili o da loro miscele con fanghi derivanti da processi di depurazione delle acque di scarico di insediamenti civili (vedi Fanghi di depurazione acque). Il compost deve avere caratteristiche agronomiche e valori-limite di accettabilità per alcuni inquinanti, conformi a quanto stabilito dalla vigente normativa.

COMPOSTAGGIO > Biotecnologia per il trattamento di rifiuti organici di diversa provenienza e natura, basata su un processo ossidativo, operato da consorzi di microrganismi aerobici (vedi). Il compost (vedi) così ottenuto, se di qualità adeguata, può essere utilizzato come ammendante in agricoltura.

CONCIME > Il concime è una sostanza di origine naturale o chimica che aumenta la produttività dei terreni agricoli, apportando ai vegetali gli elementi necessari alo loro sviluppo.

CONTAMINAZIONE > Effetto provocato da un agente esterno (contaminante) scaricato in un sistema recettore (acqua, aria, suolo).

COSTI AMBIENTALI > Riduzione del livello di benessere collettivo dovuto all’impatto di un progetto sull’ambiente. Generalmente di difficile quantificazione in quanto nasce dalla percezione privata di ciascun individuo. Il termine viene anche comunemente utilizzato per indicare semplicemente un peggioramento relativo a una o più componenti ambientali.

CROSTACEI > Classe di artropodi, per lo più acquatici, con corpo ricoperto da un involucro calcareo, forniti di 4 antenne, quattro mandibole e dieci o più zampe di cui il primo paio a volte trasformato in pinze (chele); sono principalmente acquatici, anche se alcuni sono terrestri.

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DECOMPOSIZIONE > La decompesizione è il processo per mezzo del quale si trasforma ciò che è morto in sostanza fertile; a questo processo partecipano molti piccoli organismi, come lombrichi, piccoli insetti, funghi e batteri.

DEFORESTAZIONE > È sinonimo di disboscamento, corrisponde al taglio, più o meno discriminato, della vegetazione arborea.

DESERTIFICAZIONE > La desertificazione è la progressiva trasformazione di un terreno fertile in un deserto. Questo può avvenire per cause climatiche, geologiche o umane. L’uomo può provocare danni irrimediabili a causa dell’eccessivo sfruttamento dei terreni agricoli o della errata gestione delle risorse idriche. Ogni anno nel mondo circa 6 milioni di ettari subiscono un processo di desertificazione irrecuperabile.

DIGESTIONE AEROBICA > Processo di stabilizzazione dei fanghi (vedi) concentrati, provenienti da un trattamento di acque reflue (vedi), con aerazione prolungata, atto a completare la degradazione biologica delle sostanze organiche, in ambiente aerobico (vedi), iniziata nella fase di ossidazione biologica. È applicata generalmente in impianti senza sedimentazione primaria.

DIGESTIONE ANAEROBICA > Trattamento biologico di liquami organici molto concentrati, effettuato in recipienti chiusi, ad opera di batteri anaerobi (vedi), facoltativi. In assenza di ossigeno, tali batteri provvedono alla riduzione biologica delle sostanze organiche presenti, con produzione di anidride carbonica (vedi), metano (vedi) e prodotti solforati.

DIOSSINE > (vedi Policlorodibenzodiossine)

DISBOSCAMENTO > Diradamento delle foreste come risultato dei processi di antropizzazione.

DISSESTO IDROGEOLOGICO > Con la definizione “dissesto idrogeologico” si indica un insieme di processi di alterazione dell’equilibrio del territorio, che colpisce le acque, il terreno, i versanti montuosi, ecc. Le cause del dissesto sono molteplici: quelle naturali, quali per esempio frane ed erosione idrica; le cause umane, come il disboscamento, l’abbandono dei paesaggi collinari e montuosi, lasciati senza un adeguato sistema di drenaggio e scolo delle acque; si aggiungano le arature profonde di terreni in pendenza, che favoriscono l’erosione e le frane, e l’urbanizzazione sfrenata, che ha modificato la capacità di permeabilità della parte superficiale del suolo (riduzione delle infiltrazione delle acque nel sottosuolo), aumentando il flusso delle acque superficiali ed il pericolo delle alluvioni.

DRENAGGIO > Rimozione dell’acqua superficiale o di falda in una data area, sia per gravità, sia per pompaggio.

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ECOSISTEMA > Insieme degli elementi naturali (acqua, aria, suolo, flora, fauna) e delle attività antropiche, in rapporto tra loro che, influenzandosi a vicenda, creano condizioni di equilibrio apparente, in un dato ambito più o meno esteso.

ECOSISTEMA ANTROPICO > Complesso ecologico formato dall’uso del suolo, dalla mobilità e dalle componenti socioeconomiche dell’ambiente. In termini generici l’ambiente che coinvolge direttamente l’uomo.

ECOSISTEMA MARINO > Ecosistema naturale tipico dell’ambiente acquatico marino, nel quale gli autotrofi (piante verdi) sono presenti con biomassa (vedi), per unità di superficie e dimensioni molto più piccole degli autotrofi terrestri e dove il consumo di acqua, durante la fissazione dell’anidride carbonica (vedi), è nettamente minore.

ECOSISTEMA NATURALE > Unità che include tutti gli organismi che vivono insieme in una data area, interagenti con l’ambiente fisico, in modo tale che un flusso di energia porta a una ben definita struttura biotica (vedi) e ad una ciclizzazione dei materiali tra viventi e non viventi all’interno del sistema.

ECOSISTEMA TERRESTRE > Ecosistema naturale provvisto di popolazioni di autotrofi (piante verdi) di grosse dimensioni e con elevato consumo di acqua, durante la fissazione dell’anidride carbonica (vedi).

ECOSVILUPPO RURALE > Conduzione di attività tipiche delle zone rurali (agricoltura, artigianato alimentare, turismo rurale) nel rispetto delle tecniche di produzione ecocompatibile più innovative.

EFFETTO SERRA > Fenomeno fisico che provoca il riscaldamento nello spazio racchiuso tra il vetro della serra e il terreno, dovuto al fatto che il vetro è trasparente alla luce visibile (ossia lascia entrare la radiazione solare ad onde corte) che colpisce il terreno, il quale riemette poi parte dell’energia ricevuta come radiazione infrarossa, che il vetro non lascia passare. Nell’atmosfera vi sono gas, principalmente anidride carbonica, ma anche protossido di azoto (N2O), metano (CH4), ozono (O3), vapor d’acqua, ecc., che si comportano come il vetro della serra. L’aumento di questi gas dovuto alle attività dell’uomo può portare ad un aumento della temperatura della Terra e a cambiamenti climatici.

EMISSIONE > Scarico di qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell’ecosistema (vedi), che può produrre direttamente o indirettamente un impatto sull’ambiente.

EMISSIONI DI CO2 > l’uso di combustibili fossili produce l’immissione nell’atmosfera di anidride carbonica (CO2). L’accumulo di questo gas nell’atmosfera riduce la dispersione del calore giunto alla Terra dal Sole (c.d. “effetto serra”) con conseguente innalzamento della temperatura media del pianeta ed alterazione del clima: la CO2 è quindi la principale (ma non unica) sostanza “climalterante”.

ENERGIA EOLICA > Energia cinetica delle masse d’aria in movimento. Tale movimento è causato da differenze di temperatura e pressione presenti nell’atmosfera, a loro volta legate a disuniformità nella distribuzione del calore solare. Il flusso medio annuo di energia, per unità di area normale alla direzione del vento, varia da alcune centinaia ad alcune migliaia di kWh/m2, a seconda della località. Una frazione di tale energia è intercettata e convertita in energia elettrica dal generatore eolico, versione moderna dell’antico mulino a vento. La potenza del vento è proporzionale al cubo della velocità e il coefficiente di potenza del generatore, cioè il rapporto fra la potenza elettrica in uscita e la potenza eolica in entrata, arriva a 0,4 alla velocità nominale di esercizio; il rendimento sul lungo periodo è però sensibilmente inferiore, perché la velocità del vento può essere minore. L’interesse allo sfruttamento è perciò circoscritto alle zone in cui soffiano venti forti e regolari: coste, isole, zone di alta quota. La tecnologia del generatore eolico può considerarsi sviluppata fino a potenze unitarie di un megawatt, con diametri del rotore fino a 50 metri. Nel 1993 sono stati prodotti nel mondo circa 5 TWh di energia eoloelettrica.

ENERGIA SOLARE > Energia trasportata dalla radiazione solare (1,35 kW/m2, all’esterno dell’atmosfera terrestre). La radiazione solare è la radiazione elettromagnetica proveniente dal sole, un gigantesco reattore a fusione nucleare. La potenza incidente al suolo dipende dall’altezza del sole sull’orizzonte (dipendente a sua volta dalla latitudine, dal giorno dell’anno, dall’ora del giorno), dalla quota e dalle condizioni atmosferiche, nonché dall’orientamento della superficie ricevente. A livello mare, con sole allo zenit e atmosfera tersa si arriva ad un kW/m2 su superficie orizzontale. L’energia ricevuta mediamente in un anno varia in funzione della località (a Roma, circa 1.400 kWh/m2 orizzontale), fino ad un massimo di circa 2.500 kWh/m2 (fasce desertiche subtropicali). Le modalità d’uso sono due: usi termici, in cui la radiazione solare è convertita in calore, usato come tale, tipicamente per il riscaldamento dell’acqua; usi elettrici, in cui la radiazione solare è convertita in energia elettrica, direttamente o indirettamente.

ERBICIDI > Fitofarmaci (vedi) in grado di combattere le erbe infestanti, eliminando la competizione di queste con coltura utile da proteggere, ovvero idonei ad eliminare la vegetazione indesiderata.

ESAURITE, RISERVE DI PESCE > Il pescato è ben al di sotto delle medie storiche, indipendentemente dall’attività di pesca intrapresa.

ESTINZIONE > Scomparsa totale di una specie animale o vegetale dal suo originario ambiente di vita a causa della insorgenza di condizioni (climatiche, ambientali, alimentari, ecc.) o di fattori (nemici, predatori, ecc.) incompatibili con la sua sopravvivenza.

ETANOLO > Alcool ottenuto industrialmente per idratazione dell’etilene o per fermentazione da sostanze vegetali (grano, patate, zucchero, legno, ecc.). La sua formula è C2H5OH. È detto anche alcool etilico.

EUTROFIZZAZIONE > Processo per cui un ambiente acquatico modifica il suo equilibrio ecologico, per cause naturali o artificiali, e si arricchisce di sostanze nutritive. Il processo viene accelerato dall’inquinamento, soprattutto da parte di detersivi e fertilizzanti (fosforo, azoto e sostanze organiche), che determina una proliferazione abnorme della vegetazione sommersa e/o di alghe microscopiche (microplancton). Successivamente esse si decompongono determinando un’eccessiva riduzione dell’ossigeno disciolto in acqua, con conseguente instaurarsi di un ambiente anaerobico (vedi) e la distruzione delle principali forme di vita acquatica.

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FALDA > Parte di sottosuolo satura d’acqua e sufficientemente permeabile e porosa, utilizzata in genere come riserva di acqua potabile o di irrigazione.

FALDA FREATICA > Falda delimitata inferiormente da uno strato impermeabile e superiormente dalla superficie idrostatica.

FAUNA > Il complesso delle specie animali proprie di un determinato ambiente o territorio.

FERTILITÀ FERTILIZZANTI > Sostanze di origine naturale o chimica che aumentano la produttività dei terreni coltivati, apportando ai vegetali gli elementi necessari al loro sviluppo. I componenti dei fertilizzanti appartengono a tre categorie: princìpi attivi (azoto, fosforo e potassio); oligoelementi (ferro, manganese, rame, zinco e boro); correttivi (a base di calcio, magnesio e zolfo). I prodotti di origine sintetica presenti sul mercato possono essere semplici, se contengono un solo principio attivo, oppure complessi se ne contengono due (fertilizzanti binari) o tre (fertilizzanti ternari).

FITOFARMACI O PRODOTTI FITOSANITARI > Sostanze o prodotti, spesso di origine sintetica, che esplicano una funzione medicinale nei confronti delle piante. A seconda del bersaglio a cui sono destinati, i fitofarmaci si distinguono in insetticidi (vedi), erbicidi (vedi), fungicidi (vedi), ecc.. Possono esercitare un’azione preventiva, oppure rimediare ad un’aggressione già in corso. Se sono costituiti da organismi viventi (microrganismi, ovature di insetti benefici) si può parlare di biopesticidi.

FLORA > Il complesso delle piante spontanee, naturalizzate o largamente coltivate in un dato territorio.

FONTI DI ENERGIA > Sostanze dalle quali può essere prodotta energia utile direttamente o dopo trasformazione. Le sorgenti di energia possono essere variamente classificate: - risorse esauribili: petrolio, gas naturale, carbone, legna, nucleare; risorse rinnovabili (praticamente inesauribili): idroelettrica, solare, geotermica, biomassa, maree, correnti termiche marine, onde del mare, vento, ecc.;

  • risorse primarie, utilizzabili direttamente, come si trovano in natura (carbone, petrolio, gas naturale, legna); risorse secondarie, in cui l’energia deriva dalla trasformazione dell’energia primaria in altra forma di energia (ad esempio l’energia nucleare viene trasformata in energia elettrica);
  • risorse commerciali, ovvero risorse soggette a transazioni commerciali e quindi facilmente quantificabili, derivanti da quattro tipi principali di fonti: carbone, petrolio, gas naturale, elettricità primaria (di origine idraulica e nucleare);
  • risorse tradizionali, derivanti da prodotti vegetali o animali (legna, carbone di legna, torba, sterco di bovini e cammelli) che, sebbene assenti dal commercio internazionale, rappresentano solamente il 3% circa del consumo mondiale di energia, ma circa la metà del consumo di alcuni paesi in via di sviluppo. Per quanto riguarda la legna da ardere si stima che ancora due miliardi di persone ne facciano uso. Lo sfruttamento isolato dell’energia solare (vedi), dell’energia eolica (vedi) o dei mini-impianti idraulici appartiene a questo tipo di risorse, che sono dette anche non-commerciali, perchè non oggetto di transazioni quantificabili e quindi non riportabili nei bilanci energetici, tra l’altro per la mancata conoscenza dei fattori di conversione e del rendimento energetico nel loro uso.

FONTI NON RINNOVABILI > Le fonti non rinnovabili sono risorse di energia la cui disponibilità non può essere rimpiazzata dall’uomo. Esse vengono distinte in fonti primarie fossili (carbone, petrolio greggio e gas naturale) e in fonti primarie nucleari (urnio e deuterio).

FORESTA > Vasta estensione di terreno ricoperta da alberi di alto fusto. In base alla latitudine e al clima nei quali si sviluppa e alle piante che la costituiscono, assume aspetti e denominazioni diversi: a galleria, decidua, di conifere, equatoriale, tropicale, spinosa.

FOTOSINTESI CLOROFILLIANA > Reazione chimica di sintesi favorita dalla luce. In particolare, attraverso la fotosintesi clorofilliana si instaura un processo biochimico mediante il quale le piante fornite di clorofilla convertono l’energia luminosa solare in energia chimica, utilizzando acqua e anidride carbonica per sintetizzare sostanze organiche (soprattutto carboidrati) e liberando nell’atmosfera l’ossigeno.

FUNGHI > Sono organismi viventi costituiti da una o più cellule che si nutrono di sostanze organiche in via di decomposizione oppure sottraendo sostanze nutritive ad altri organismi. Fanno parte di questo regno i lieviti, le muffe e i funghi. Si trovano dovunque ci siano altri esseri viventi; si distinguono dalle piante perchè non hanno la capacità di compiere fotosintesi clorofilliana.

FUNGICIDI > Composti chimici, detti anche anticrittogamici, che rientrano nella categoria degli antiparassitari o pesticidi (vedi voci corrispondenti), usati per combattere le crittogame parassite delle piante.

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GAS NATURALE > Miscela combustibile di origine fossile contenuta in rocce sedimentarie (vedi), talvolta associato al petrolio (vedi). Il gas naturale è costituito soprattutto da idrocarburi (soprattutto metano e proporzioni variabili di etano, propano, butano e pentano), e non idrocarburi (principalmente CO2, N2H2S). Gassoso a temperatura ambiente e pressione atmosferica, è un combustibile naturale e serve anche come base per numerosi prodotti petrolchimici.

GAS SERRA > Si definisce gas serra un gas “trasparente” allo spettro delle radiazioni solari e “opaco” allo spettro delle radiazioni infrarosse proprie della Terra. Questa proprietà, simile a quella dei vetri e dei fogli di plastica delle serre, da cui il nome, porta a una temperatura della superficie terrestre sensibilmente superiore (+19/20°C) di quanto non risulterebbe dal semplice equilibrio termico. I principali gas serra sono l’anidride carbonica (vedi), il metano (vedi), il clorofluorocarburi (vedi), il protossido d’azoto e l’ozono (vedi).

GENERATORE EOLICO > impianto che converte direttamente l’energia cinetica del vento in energia meccanica, che può essere quindi utilizzata per il pompaggio, per usi industriali e soprattutto per la generazione di energia elettrica.

GHIACCIAIO > Il ghiacciaio è un manto di ghiaccio che si è formato in seguito all’accumularsi di neve non sciolta, coperta da altra neve. Neve e ghiaccio si conservano come tali al di sopra del limite delle nevi perenni, dove cioè non tutta la neve caduta riesce a sciogliersi durante le stagioni calde, cosicchè una parte di essa può accumularsi di anno in anno.

GREENPEACE > Associazione ambientalista fondata in Canada nel 1971, con sede ad Amsterdam. È presente in 32 paesi di tutti i continenti ed è ufficialmente riconosciuta dalle Nazioni Unite. È presente in Italia, con unica sede a Roma, dal 1986. Si è particolarmente impegnata per la salvezza del Mediterraneo contro l’uso dell’energia nucleare, per il controllo del trasporto dei rifiuti tossici, per la salvaguardia di alcune specie animali in estinzione (balene), contro lo sfruttamento intensivo della pesca, contro l’inquinamento industriale, per il risparmio energetico. Greenpeace, che vive esclusivamente del libero contributo versato annualmente dai cinque milioni di sostenitori in tutto il mondo, conta una flotta di sei navi, di numerosi gommoni e di una mongolfiera.

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HABITAT > Parte dell’ambiente naturale nel quale vivono piante e animali.

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IDROCARBURI > Vasta classe di composti chimici formati da carbonio e idrogeno, molti dei quali, gassosi, liquidi o solidi, sono i principali costituenti del greggio e del gas naturale, oltre che di varie sostanze naturali (resine, caucciù, ecc.). Per la loro diversa struttura molecolare, essi hanno proprietà fisiche e chimiche diverse e sono quindi in grado di essere utilizzati in moltissimi campi. La loro caratteristica fondamentale è quella di produrre energia termica per ossidazione rapida (cioè bruciano). Questa caratteristica può essere utilizzata per produrre energia secondo tecnologie estremamente flessibili. Essi inoltre forniscono la materia prima indispensabile all’industria chimica moderna che è per questo detta petrolchimica. Nelle molecole degli idrocarburi gli atomi di carbonio possono legarsi in gran numero, formando catene aperte (idrocarburi alifatici aciclici: alcani, alcheni, alchini, ecc.) e chiuse (idrocarburi ciclici: alifatici ciclici o aliciclici e aromatici). Se vi figurano solo legami semplici si hanno idrocarburi saturi (alcani, cicloalcani), se vi sono anche legami doppi o tripli si hanno idrocarburi insaturi (alcheni, alchini). Il grande numero di atomi di carbonio che possono far parte delle molecole degli idrocarburi, la possibilità di scambio di valenze diverse tra gli atomi di carbonio e l’isomerizzazione rendono pressoché illimitato il numero dei possibili composti del carbonio. Si stima siano oltre tre milioni i composti già conosciuti e che circa 100.000 ne vengano isolati o sintetizzati ogni anno.

IDROSFERA > È la porzione d’acqua terrestre delimitata fra la litosfera (vedi) e l’atmosfera (vedi).

IMPIANTi FOTOVOLTAICI > Insieme di apparecchiature che consentono di trasformare direttamente l’energia solare in energia elettrica. Gli impianti per la produzione di energia elettrica mediante tecnologia fotovoltaica presentano diversi vantaggi, tra i quali i più significativi sono l’assenza di qualsiasi tipo di emissioni inquinanti e il risparmio dei combustibili fossili.

IMPOLLINAZIONE > Consiste nella fecondazione delle piante e può avvenire, solo quando il polline si trasferisce dall’antera (organo di riproduzione maschile) allo stimma (organo di riproduzione femminile). Alcune piante possono impollinare se stesse (autoimpollinazione), ma la maggior parte può essere fecondata solo dal polline proveniente da un’altra pianta della stessa specie. Il polline può essere trasferito dal vento e dall’acqua, ma gli impollinatori più importanti sono gli insetti.

IN RIPRESA, RISERVE DI PESCE > Il pescato è in nuovo aumento dopo essere stato esaurito.

INQUINAMENTO > Alterazione dei parametri fisici, chimici e biologici propri di un ambiente, in stato di equilibrio, provocata dalle attività umane. L’inquinamento può riguardare il suolo, le acque e l’aria. Tra gli agenti inquinanti si distinguono: sostanze organiche, quali idrocarburi (vedi), clorofluorocarburi (vedi), il cui effetto dannoso è provocato da un accumulo anomalo; sostanze inorganiche, come metalli pesanti, amianto ed altre sostanze che esercitano un’azione tossica sull’uomo, gli animali, le piante o l’ambiente nel suo insieme; fonti sonore, come il traffico automobilistico o le attività produttive che provochino disturbi acustici; fonti di calore, come gli scarichi di acque a temperatura superiore a quella ambiente; fonti di radiazioni pericolose (ad esempio quelle ionizzanti) o anche di per sé non dannose (ad esempio, la luce) o di incerto effetto (le onde elettromagnetiche). L’inquinamento può manifestarsi su scala locale, come avviene nella maggior parte dei casi, o globale, come succede nel caso delle emissioni inquinanti che provocano l’effetto serra o il buco nell’ozono (vedi voci corrispondenti). Dalla fine degli anni Sessanta, l’inquinamento rappresenta un’emergenza tenuta sotto osservazione specie nei paesi industrializzati: normative nazionali e internazionali tendono a prevenire le possibili forme e a porre rimedio ai suoi effetti. Importanti decisioni in tema di protezione ambientale sono state assunte dalla conferenza di Rio de Janeiro nel 1992 (vedi UNCED e Agenda 21).

INQUINAMENTO ATMOSFERICO > Modifica della normale composizione o stato fisico dell’aria atmosferica, dovuta alla presenza in essa di una o più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da: alterare le normali condizioni ambientali e di salubrità dell’aria; costituire pericolo, ovvero pregiudizio diretto o indiretto per la salute dell’uomo; compromettere le attività ricreative e gli altri usi legittimi dell’ambiente; alterare le risorse biologiche, gli ecosistemi e i beni materiali pubblici e privati. I principali inquinanti atmosferici sono: l’anidride carbonica (CO2), gli ossidi di azoto (NOx), l’anidride solforosa (SO2), il monossido di carbonio (CO), l’ozono (O3) (nella bassa atmosfera) ed i COV (composti organici volatili). Il periodo di rimanenza”di un inquinante nell’atmosfera dipende dal suo tempo di residenza (residence time) determinato dai processi di immissione e conversione chimica dei composti inquinanti stessi.

INQUINAMENTO IDRICO > Modifica della normale composizione dell’acqua dovuta sia all’immissione diretta di sostanze inquinanti sia alle infiltrazioni di esse dal suolo. L’inquinamento dell’acqua può essere: chimico, per immissione di sostanze chimiche, organiche e inorganiche che modificano le sue caratteristiche chimiche; fisico, dovuto a variazioni di portata, a sottrazione od aggiunta di calore, ed immissione di materiali in sospensione, che modificano le sue proprietà fisiche (temperatura, torbidità, colore, ecc); biologico, dovuto all’immissione di organismi patogeni (batteri, virus, parassiti). La presenza di sostanze inquinanti rende impossibile l’utilizzo dell’acqua per l’uso domestico, industriale o ricreativo. In Italia la legge che regolamenta gli standard di qualità delle acque per gli effluenti in un corpo idrico superficiale è la legge Merli.

INSETTICIDI > Sostanze in grado di combattere gli insetti dannosi, sia in difesa delle colture agricole e forestali, sia nella lotta ai vettori di malattie per l’uomo e per gli animali da allevamento. Il loro uso indiscriminato è dannoso per la salute.

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LACUSTRE > Aggettivo che si usa per indicare un’area limitrofe ad un lago o qualunque caratteristica prorpia di un lago.

LAGO > Un lago è una depressione della superficie terrestre riempita da acque dolci, che non ha una comunicazione diretta con il mare.

LAGUNA > La laguna è uno specchio d’acqua in lembi di costa bassa e sabbiosa, parzialmente limitato da canali che lo separano dal mare aperto. Se è completamente isolata dal mare, dà origine ad un lago costiero.

LIGNINA > Sostanza organica molto complessa che conferisce forza e rigidità alle pareti cellulari; assieme alla cellulosa è uno dei più importanti costituenti del legno.

LITOSFERA > Involucro superficiale della Terra, dello spessore di 70-100 km, detto anche crosta terrestre. In senso più ampio è intesa come la porzione solida della Terra, in antitesi ad atmosfera e idrosfera (vedi voci corrispondenti) che ne costituiscono, rispettivamente, l’involucro gassoso e la porzione liquida.

LIVELLO TROFICO > In natura, il livello trofico corrisponde ad ogni anello della catena alimentare (vedi), mediante il quale l’energia (intesa come nutrimento) fluisce attraverso un ecosistema (vedi), trasferendosi da un organismo all’altro, a partire dal mondo vegetale, per arrivare ai carnivori di grosse dimensioni. Passando da un livello trofico a quello successivo, la quantità disponibile di energia decresce. Infatti, ad ogni passaggio, una piccola parte dell’energia viene utilizzata dagli organismi per compiere i processi vitali e una gran parte viene eliminata come rifiuto.

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MECCANIZZAZIONE > Introduzione delle macchine in un’attività che fino a quel momento si svolgeva in modo per lo più manuale.

METABOLIZZARE > Capacità che hanno gli organismi viventi di trasformare le sostanze chimiche ed energetiche.

METALLI PESANTI > Sono così definiti i metalli con densità maggiore di 5. Fra questi, alcuni (piombo, cadmio, mercurio, antimonio, selenio, nichel, vanadio e altri) sono immessi nell’ambiente, sotto forma di ossidi o di solfuri, attraverso la combustione di olio combustibile, di carbone e/o rifiuti, che ne contengono tracce, oppure nel caso di processi industriali. Tali composti, dopo una certa permanenza in aria (confronta PST) passano nel sistema acqua-suolo e possono entrare nella catena alimentare (vedi), dando luogo a pericolosi fenomeni di bio-accumulo negli organismi viventi.

METANO > È un gas incolore, inodore, non tossico, che brucia all’aria con fiamma bluastra; è costituito da un atomo di carbonio e quattro di idrogeno con formula chimica (CH4). Il metano è il principale componente del gas naturale (vedi), cioè il combustibile gassoso di origine fossile formatosi, generalmente insieme al petrolio, centinaia di milioni di anni fa, per decomposizione chimica di vegetali, in assenza di ossigeno.

MICRON > Micromètro (μm), unità di misura della lunghezza corrispondente a un milionesimo di metro (cioè millesimo di millimetro). Si utilizza di frequente in elettronica.

MICRORGANISMO > I microrganismi sono esseri viventi come i batteri, i funghi e i virus, generalmente unicellulari, visibili solo al microscopio.

MODERATAMENTE SFRUTTATE, RISERVE DI PESCE > L’attività di pesca ha ancora un limitato potenziale di espansione.

MONOCOLTURA > Si dice che un terreno è coltivato con sistema a monocoltura, quando per più anni viene coltivano con uno stesso, unico, tipo di coltura.

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NITRATI > I nitrati sono composti a base di azoto e ossigeno, derivati dell’acido nitrico e molto diffusi in natura, sia nel terreno che nei vegetali, anche in quelli di largo consumo. Lattuga, spinaci, bietole, ad esempio, ne possono contenere oltre 200 mg/Kg. I nitrati vengono comunemente impiegati come conservanti, in particolare i nitrati di potassio, sodio, ammonio e calcio sono utilizzati come fertilizzanti.

NUTRIENTI > L’insieme dei composti, sia organici, sia inorganici necessari alla sopravvivenza delle specie. In particolare, per i microrganismi, si intendono i composti contenenti azoto e/o fosforo.

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ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI > OGM, esseri viventi che possiedono un patrimonio genetico modificato tramite tecniche di ingegneria genetica che consentono l’aggiunta, l’eliminazione o la modifica di elementi genici. Gli OGM sono oggi utilizzati nell’ambito dell’alimentazione, dell’agricoltura, della medicina, della ricerca, e dell’industria. Ad esempio, per ottenere miglioramenti nelle qualità nutrizionali e organolettiche di un alimento.

ORGANISMO > Un organismo è qualunque essere vivente composto da una serie di organi che funzionano indipendentemente, ma in maniera coordinata, in modo da garantire lo svolgimento di tutti i processi vitali. Gli organismi possono essere animali o vegetali.

ORMONE > Sostanza chimica prodotta da una ghiandola o da un tessuto che viene poi riversata nel sangue. Gli ormoni regolano le funzioni dell’organismo e lo sviluppo sessuale. Esistono anche ormoni nei vegetali, essi sono simili agli ormoni animali e regolano i processi di crescita delle piante, per questo sono denominati fitormoni.

OZONO (O3) > L’ozono è un gas la cui molecola è costituita da tre atomi di ossigeno (vedi) anziché da due. A bassa quota questo gas è un notevole inquinante atmosferico essendo il principale degli ossidanti fotochimici (vedi). Grazie alla sua proprietà di assorbire gran parte delle radiazioni solari ultraviolette nell’alta atmosfera, esso costituisce però uno schermo per queste radiazioni e permette così la vita sulla terra.

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PALLET > Attrezzatura utilizzata per l’appoggio di vari tipi di materiale, destinati ad essere immagazzinati nelle industrie, ad essere movimentati con attrezzature specifiche.

PASCOLO > Terreno produttore di erbaggi utilizzabili come foraggio, i quali non si possono economicamente falciare e si fanno pascolare dal bestiame

PCB - POLICLOROBIFENILI > Composti organici costituiti da carbonio (vedi), idrogeno e cloro (vedi), in massima parte impiegati come fluidi isolanti nei trasformatori elettrici. Sono altamente tossici e difficilmente degradabili.

PELAGICO > Di mare aperto. Riferito normalmente alla regione oceanica nella quale si distinguono, in successione, dalla superficie verso le acque più profonde: - una regione epipelagica, dalla superficie fino a circa 50 metri di profondità; - una regione mesopelagica, tra 50 e 200 metri di profondità; - una regione batipelagica, tra 200 e 2.500 o 3.000 metri di profondità; - una regione abissopelagica, tra 2.500 o 3.000 e 6.000 metri di profondità; - una regione adopelagica, oltre 6.000 metri di profondità.

PESCA > Attività di cattura (con o senza attrezzi particolari) di organismi (marini) acquatici. Dalla raccolta manuale di organismi (es.: molluschi) alla pesca a strascico negli abissi marini, comprende una gamma enorme ed eterogenea di attività comprese, in alcuni Paesi, ma non in Italia, la caccia ai mammiferi marini (foche, cetacei).

PESCA A STRASCICO > Sistema di pesca che prevede l’uso di una rete a sacco trainata da uno (o due) pescherecci. La rete “strascica” sul fondo e raccoglie il pesce ma anche altre specie (“sessili”, cioè fissate al fondale o comunque che vivono presso il fondale. Una variante, la pesca a “traino pelagico” è attuata con una rete che resta a mezz’acqua senza toccare il fondale: spesso, anche quest’attrezzo non è selettivo e cattura molte specie accessorie.

PESCA ARTIGIANALE > Attività che si intende di tipo “tradizionale” cioè condotta a mano o con attrezzi ed imbarcazioni relativamente semplici, a bassa tecnologia, e in scala locale. Il significato del termine, e le relative tecniche di pesca, di fatto variano a seconda del contesto locale: ad esempio, le tecniche della pesca artigianale in Italia non possono essere paragonate con quelle della pesca tradizionale nei Paesi Africani, Asiatici o dell’America Latina, ma è costante il connotato “locale” di tali attività e l’uso relativamente elevato di “mano d’opera”.

PESCA INDUSTRIALIZZATA > Attività su vasta scala in cui la mano d’opera tende ad essere sostituita da attrezzature sempre più sofisticate e che viene effettuata con imbarcazioni solitamente in grado di operare a grande distanza dal porto di “origine”. In alcuni contesti, il termine può essere utilizzato per identificare la pesca mirata alla produzione di farine e olio di pesce, o fertilizzanti, e non al consumo umano.

PET > Polietilene tereftalato, materia plastica adatta al contatto alimentare e usata per la produzione di bottiglie e contenitori.

PLANCTON > Insieme degli organismi acquatici vegetali (fitoplancton) e animali (zooplancton) che vivono in acque dolci o marine, fluttuanti in sospensione, trasportati dal vento, dalle onde, dalle correnti, cui sono incapaci di resistere con movimenti propri. Sono dotati di potere natatorio molto scarso o assente e non stabiliscono alcuna relazione con il fondo.

POLIETILENE > La più comune fra le materie plastiche, è un materiale molto versatile ed una delle materie plastiche più economiche; gli usi più comuni sono come isolante per cavi elettrici, film per l’agricoltura, borse e buste di plastica, contenitori di vario tipo, tubazioni, strato interno di contenitori asettici per liquidi alimentari.

POPOLAZIONE > In generale, agglomerato umano più o meno numeroso, non necessariamente riconducibile a unità etnica o nazionale, vivente su un dato territorio. In biologia indica il complesso di animali e piante, indipendentemente dalla loro specie, che sussistono in una data regione e ne danno il quadro ecologico, perché configurati nel loro ambiente naturale.

POSIDONIA, PRATERIA A > Pianta marina dalla forma di nastro e di colore verde bottiglia, che compare in ciuffi densi e ravvicinati e spesso costituisce vere e proprie praterie fra i 12 e i 35 metri di profondità, lungo ampi tratti dell’infralitorale.

PROTEINA > La proteina è un composto organico costituito da catene di amminoacidi, essa contiene carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto e zolfo. Le proteine si trovano sia nelle piante che negli animali e rappresentano il componente principale del protoplasma di tutte le cellule. Esse sono essenziali per la vita, si distinguono in proteine semplici e in proteine coniugate (o proteidi).

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RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI > Nel D. Lgs. n. 22 del 5.2.97 viene data la seguente definizione: “La raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclaggio ed al recupero di materia prima.”

RECUPERO DEI RIFIUTI > Nel D. lgs. n. 22 del 5.2.97 viene data la seguente definizione delle operazioni di recupero: “Utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia; rigenerazione/recupero di solventi; riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi, comprese le operazioni di compostaggio (vedi) e altre operazioni biologiche; riciclo/recupero dei metalli o dei composti metallici; riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche; rigenerazione degli acidi o delle basi; recupero dei prodotti che servono a captare gli inquinanti; recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori; rigenerazione o altri reimpieghi degli oli; spandimento sul suolo a beneficio dell’agricoltura o dell’ecologia; utilizzazione dei prodotti ottenuti da una delle suddette operazioni; scambio di rifiuti per sottoporli a una delle suddette operazioni; messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle suddette operazioni (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono stati prodotti).”

REFLUI ZOOTECNICI RESILIENZA > Capacità di un sistema di ripristinare l’equilibrio iniziale, o di raggiungerne uno nuovo, a seguito di una perturbazione. Un bosco di conifere, ad esempio, è molto resistente, ma poco resiliente, agli incendi: qualora si incendiasse, infatti, impiegherebbe decenni per ritornare come era prima.

RETE TROFICA > La rete trofica rappresenta la rete di distribuzione del cibo all’interno di una catena alimentare ed è composta dai livelli trofici.

RETI A CIRCUIZIONE > Reti utilizzate per catturare banchi di pesce (solitamente pelagico). Il banco può essere individuato con vari strumenti (per i tonni si usa anche la ricognizione aerea) o può essere attirato con vari dispositivi quali le fonti luminose (le cosiddette “lampare”) o oggetti galleggianti sotto i quali i pesci tendono a concentrarsi (i cosiddetti FADs: fishing actracting devices). La rete a nastro viene calata in cerchio per circondare il banco e l’estremità inferiore è quindi issata da argani fino a formare un “sacco” o “tasca” che intrappola i pesci.

RETI A STRASCICO > Sistema di pesca che prevede l’uso di una rete a sacco trainata da uno (o due) pescherecci. La rete “strascica” sul fondo e raccoglie il pesce ma anche altre specie (“sessili”, cioè fissate al fondale o comunque che vivono presso il fondale) . Una variante, la pesca a “traino pelagico” è attuata con una rete che resta a mezz’acqua senza toccare il fondale: spesso, anche quest’attrezzo non è selettivo e cattura molte specie accessorie.

RETI DA POSTA > Dette anche “reti fisse”. Si tratta di reti (di diversa struttura a secondo della specie bersaglio) che sono ancorate al fondale (di solito pescando in prossimità del medesimo) e catturano organismi (pesci, crostacei, molluschi) che spostandosi attivamente si impigliano nelle reti della cui presenza non si sono accorti. Sono considerati attrezzi selettivi, tuttavia possono essere calati su fondali ricoperti da popolamenti fragili (posidonia, gorgonie) sui quali possono causare danni. Inoltre, soprattutto se utilizzate da persone inesperte, queste reti si possono incastrare nel fondale ove restano abbandonate e, a volte, possono continuare a pescare per molto tempo.

RETI DA POSTA > Dette anche “reti fisse”. Si tratta di reti (di diversa struttura a secondo della specie bersaglio) che sono ancorate al fondale (di solito pescando in prossimità del medesimo) e catturano organismi (pesci, crostacei, molluschi) che spostandosi attivamente si impigliano nelle reti della cui presenza non si sono accorti. Sono considerati attrezzi selettivi, tuttavia possono essere calati su fondali ricoperti da popolamenti fragili come la posidonia (vedi) sui quali possono causare danni. Inoltre, soprattutto se utilizzate da persone inesperte, queste reti si possono incastrare nel fondale ove restano abbandonate e, a volte, possono continuare a pescare per molto tempo.

RETI DERIVANTI > Reti che non sono ancorate al fondo marino ma che vanno alla deriva, portate dalle correnti. La rete non “tesa” tende a catturare qualsiasi cosa nuoti nei pressi (spesso, anche organismi di taglia molto inferiore alle maglie della rete): il nuoto dell’organismo stesso crea una corrente che muove la maglia della rete che “attivamente” si sposta verso l’organismo, catturandolo. Per la sua scarsa selettività, l’uso di reti derivanti “d’altura”, cioè più lunghe di 2,5 km (che di solito operano in acque internazionali) è stato vietato da due isoluzioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dall’UE e da tutti gli organismi regionali di gestione della pesca. Queste reti sono purtroppo ancora usate, in particolare nel sud d’Italia (Sicilia, Calabria).

RICICLAGGIO > Ritrattamento, in un processo di produzione dei materiali, di rifiuti per la loro funzione originaria o per altri fini, compreso il riciclaggio organico (vedi Compostaggio) con esclusione, però, del recupero di energia.

RIFIUTI > Secondo il D. Lgs. n. 22 del 5.2.97 è rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto che rientri nelle categorie riportate in allegato al decreto stesso e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi. Tuttavia, a tale proposito va evidenziato che l’elenco dei rifiuti individuati nell’allegato al decreto non è esaustivo in quanto in esso viene disposto che costituisce rifiuto anche “qualunque sostanza, materia o prodotto che non rientri” tra le diverse categorie espressamente individuate. Pertanto, il criterio cui occorre fare riferimento per determinare se una data sostanza debba essere qualificata come rifiuto (e, come tale, vada assoggettata alla normativa che ne regola tutte le fasi di smaltimento) è quello soggettivo e cioè di valutazione della volontà del detentore di disfarsi o meno della sostanza stessa. Nel D. Lgs. n. 22/97 i rifiuti vengono classificati, secondo l’origine e la pericolosità, rispettivamente in urbani e speciali ed in pericolosi e non pericolosi (vedi voci corrispondenti). Scompare, pertanto, la tipologia dei rifiuti tossici e nocivi, introdotta dalla previgente normativa.

RIFIUTI ORGANICI > I rifiuti organici sono quelli derivanti da esseri viventi, animali e vegetali, come ad esempio i rifiuti di cucina, le foglie secche, lo sterco delle mucche…. Questi rifiuti possono essere decomposti nel terreno: se ne occupano i decompositori, cioè piccoli animali, batteri e funghi che vivono nel terreno e si nutrono delle sostanze organiche disgregandole in molecole più semplici. I rifiuti organici sono detti per questo biodegradabili. Normalmente i rifiuti organici sono trattati in impianti specializzati, attraverso un processo di triturazione, aerazione e maturazione, per produrre un materiale detto compost, che può essere utilizzato in agricoltura e nella vivaistica. In altri casi i rifiuti organici possono essere raccolti e sigillati in grandi digestori, ovvero in contenitori all’interno dei quali l’assenza d’ossigeno permette la decomposizione per mezzo di batteri che producono biogas contenente metano, poi utilizzato per fornire energia.

RIFIUTI URBANI > Secondo il D. Lgs. n. 22/97 sono rifiuti urbani: a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e da luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli della lettera a), assimilati ai rifiuti urbani sulla base dei criteri dettati dal decreto stesso; c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade e aree pubbliche o sulle strade e aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua; e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi ed aree cimiteriali; f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni.

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SALINIZZAZIONE > Aumento dei sali disciolti nell’acqua. Tale fenomeno può essere dovuto, in aree costiere, all’intrusione dell’acqua marina, con interessamento della falda (vedi) idrica sotterranea. In tal caso la salinizzazione ha effetti negativi sulla qualità del suolo dal punto di vista agricolo.

SFRUTTATE COMPLETAMENTE, RISERVE DI PESCE > L’attività di pesca opera al livello di resa ottimale, senza spazio per ulteriori espansioni

SISTEMI DI GESTIONE > Insieme delle azioni compiute dall’organizzazione per far sì che i prodotti o i servizi offerti abbiano le caratteristiche desiderate, quali ad esempio la soddisfazione dei clienti in termini di qualità o il rispetto di parametri ambientali. Un sistema di gestione permette di avere un approccio strutturato nella definizione degli obiettivi gestionali e nell’individuazione degli strumenti necessari per raggiungerli, di identificare i rischi e le opportunità di miglioramento e di assicurare il rispetto di tutti i requisiti normativi rilevanti, avviando così un processo di miglioramento continuo della performance.

SMALTIMENTO DEI RIFIUTI > Secondo la definizione del D. Lgs. n. 22 del 5.2.97, tale operazione consiste in: deposito sul o nel suolo; trattamento in ambiente terrestre (ad esempio, biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei suoli); iniezioni in profondità; lagunaggio; messa in discarica allestita; scarico dei rifiuti solidi nell’ambiente idrico, eccetto l’immersione; immersione, compreso il seppellimento nel sottosuolo marino; incenerimento a terra o a mare; deposito permanente (ad esempio, in una miniera); altri trattamenti biologici; altri trattamenti fisico-chimici (ad esempio, evaporazione, essiccazione, calcinazione, ecc.); raggruppamento, deposito o ricondizionamento preliminare prima di una delle suddette operazioni.

SOSTANZE ORGANICHE > Composti del carbonio, eccetto gli ossidi e i solfuri del carbonio e i carbonati metallici. Essi esistono in natura oppure sono creati per sintesi. Tra le sostanze più note formate da molecole organiche ci sono: droghe, vitamine, materiali plastici, fibre naturali e sintetiche, carboidrati, proteine e grassi.

SOTTOSFRUTTATE, RISERVE DI PESCE > Riserve di pesca nuove o sottosviluppate. Si ritiene abbiano un potenziale significativo di espansione.

SOVRAPPESCA (OVERFISHING) > Depauperamento delle risorse ittiche, provocato da un’esagerata e non razionale attività di pesca.

SOVRASFRUTTATE, RISERVE DI PESCE > L’attività di pesca opera a un livello non più sostenibile con un serio rischio di scomparsa delle specie interessate.

SPADARE > Si tratta di reti derivanti d’altura purtroppo ancora in uso in Italia e in altri Paesi del Mediterraneo. Si chiamano così perché la specie bersaglio è il pesce spada. Negli anni ’90, una flotta di circa 650 spadare italiane uccideva annualmente circa 8.000 delfini e decine di capodogli. Oggi, le spadare sono completamente vietate ma, complice anche l’invenzione tutta italiana della “rete derivante costiera”, la cosiddetta “ferrettara, l’uso di reti derivanti è ancora relativamente frequente e ci sarebbero tra 100 e 200 pescherecci che operano con reti derivanti illegali, solo in Italia.

SPECIE > È l’unità base di ogni sistema di classificazione degli organismi animali e vegetali. Gli individui appartenenti alla stessa specie sono contraddistinti non solo da somiglianze morfologiche, ma principalmente dal fatto di rappresentare un’unità isolata dal punto di vista riproduttivo e di avere pertanto un patrimonio genetico comune. Ogni specie quindi raggruppa individui che presentano caratteristiche simili e che sono in grado di accoppiarsi e dare prole feconda.

SPECIE ESOTICA > L’aggettivo esotico si usa per indicare una specie che proviene da paesi stranieri, in particolar modo dall’Oriente.

SPECIE PROTETTA > Specie rara o vulnerabile protetta da leggi o convenzioni internazionali che ne impediscono la cattura o la caccia.

SPECIE RARA > Specie presente con piccole popolazioni (vedi) che attualmente non è minacciata o vulnerabile, ma che corre rischi a causa della sua rarità naturale.

STABULAZIONE > Pratica che consiste nel far stazionare organismi che potrebbero essere contaminati (es.: cozze) in acque confinate e pulite per eliminare, col tempo, la carica batterica e sostanze potenzialmente nocive non bio accumulabili. La stabulazione tuttavia non elimina la presenza di sostanze bioaccumulabili (metalli pesanti, composti organici di vario tipo) la cui presenza nelle acque dove avviene l’allevamento deve essere evitata.

STADIO LARVALE > Lo stadio larvale è una fase giovanile e transitoria degli animali soggetti a metamorfosi; particolarmente comune negli insetti e negli organismi acquatici. Questa fase subentra dopo che l’embrione esce dai rivestimenti che lo circondano o dal corpo materno. Durante tale processo, prima di raggiungere la morfologia e le dimensioni dell’organismo adulto, l’embrione subisce ancora modificazioni più o meno importanti ed un ulteriore accrescimento corporeo.

STAKEHOLDERS > Soggetti “portatori di interessi” nei confronti di un’iniziativa economica, sia essa un’azienda o un progetto. Sono stakeholder tutti coloro che possono influenzare o venire influenzati dall’attività di un’organizzazione. Fanno, ad esempio, parte di questo insieme: i clienti, i fornitori, i finanziatori (banche e azionisti), i collaboratori, ma anche gruppi di interesse esterni, come i residenti di aree limitrofe all’azienda o gruppi di interesse locali.

STOCK (ITTICO) > Identifica un gruppo di organismi che viene trattata come “unità produttiva”, senza necessariamente un preciso “significato biologico”. Lo stock ittico è quindi utilizzato nella gestione delle attività di pesca come riferimento biologico del popolamento su cui si effettua il prelievo della risorsa. Può coincidere o meno con la popolazione biologica (intesa come gruppo di individui che agiscono come una “unità riproduttiva” piuttosto coesa) ma spesso, per ragioni pratiche, la medesima popolazione è suddivisa in più stock. Un esempio è, probabilmente, il tonno rosso dell’Atlantico che è “convenzionalmente” suddiviso in stock “orientale” e stock “occidentale”.

SVERSAMENTI > Versamenti di sostanze estranee (inquinanti) in un corpo ricettore, idrico o terreno, o in mare.

SVERSAMENTI DI GREGGIO > Scarichi accidentali di greggio (o di un prodotto petrolifero), da un pozzo (in terra o in mare), da una condotta, da una nave, dovuti ad una errata manovra, oppure ad un incidente durante la produzione o il trasporto di idrocarburi. Scarichi intenzionali o operativi riguardano invece gli idrocarburi che accompagnano l’acqua di lavaggio delle petroliere (vedi Acqua di zavorra), i fanghi di perforazione (vedi) dopo la loro utilizzazione e i rifiuti dell’industria chimica.

SVILUPPO SOSTENIBILE > “Sviluppo che soddisfa le esigenze del presente senza compromettere la possibilità per le future generazioni di soddisfare le loro esigenze” (definizione della WCED, nel rapporto Our Common Future, 1987). Sostenibilità, pertanto, implica equità intergenerazionale, ovvero il non trasferimento dei costi ambientali della crescita (alti livelli di inquinamento, depauperamento delle risorse, degradamento dell’ambiente, danni irreparabili all’ecosistema, ecc.) dalle generazioni correnti a quelle future. Qualora tali costi siano inevitabili, si rendono necessarie compensazioni sotto forma di aiuti finanziari, nuove tecnologie, ecc. D’altra parte l’equità transnazionale, tra paesi ricchi e paesi poveri, rappresenta il secondo cardine dello sviluppo sostenibile. Numerose altre definizioni, non sempre coerenti tra di loro, sono state proposte. Pertanto, molto dibattuto sia sul piano scientifico che su quello politico, lo sviluppo sostenibile costituisce oggi un concetto dai contorni non rigidamente definiti e soggetto ad influenze ideologiche.

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TITOLI DI EMISSIONE > Il sistema di Emissions Trading, introdotto nella comunità europea dalla direttiva comunitaria 2003/87/CE, prevede la definizione di un livello massimo di emissioni tollerate (“cap”), a fronte del quale vengono assegnati ai soggetti partecipanti al sistema permessi di emissioni, espressi in termini di unità di inquinante (tonnellate di CO2 equivalenti) per anno, che possono essere “scambiati” tra gli stessi soggetti partecipanti (“trading”). Tale sistema consente di raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas climalteranti per i settori coinvolti (impianti di combustione, industria della carta, industria della raffinazione, cokerie, industrie di produzione e trasformazione dei metalli, industrie dei prodotti minerali, ecc.) minimizzando i costi complessivi

TRACCIABILITÀ > Insieme di norme e procedure che permette di rintracciare l’orIgine di un alimento.

TURBOSOFFIANTI > Attrezzi da pesca utilizzati per la raccolta soprattutto di molluschi bivalvi in sedimenti sabbiosi o fangosi. Un getto d’acqua “smuove” il fondale che viene setacciato da un rastrello che cattura i bivalvi (e tutte le specie a scarsa mobilità che vivono sul fondale marino).

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USO DEL SUOLO > Modalità di utilizzo del terreno in relazione a funzioni antropiche o naturalistiche.

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VEGETALE > Il regno dei vegetali è composto da circa 260.000 specie di organismi in grado di compiere la fotosintesi clorofilliana e quindi autotrofi. Hanno forme, colori e dimensioni varie; si suddividono in due gruppi: briofite (muschi, epatiche) e tracheofite (felci, angiosperme e gimnosperme).

VEGETAZIONE NATURALE > È l’insieme di varie forme vegetali insediate in un dato ambiente, di cui caratterizzano l’aspetto e riflettono le condizioni ecologiche.

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XENOBIOTICO > Totalmente sconosciuto ai processi naturali degli ecosistemi (xeno = diverso; biotico = vivente).

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