Cibo per il turismo





Abstract
La valorizzazione delle produzioni tipiche basata sulle specifiche qualità territoriali e vocazioni produttive delle aree rurali può rappresentare una via per lo sviluppo sostenibile di questi territori.

Nelle aree rurali la valorizzazione delle produzioni tipiche va, dunque, interpretata come parte di un più ampio progetto di sviluppo territoriale che si proponga di mettere a sistema le diverse componenti economiche e produttive, in modo da ampliare, attraverso l’orientamento del preesistente tessuto relazionale, quei legami sinergici in grado di determinarne la crescita. Un esempio quanto mai emblematico delle sinergie che possono attivarsi su base territoriale, a fronte di uno sviluppo sistemico dell’economia rurale, è dato dal rapporto di interdipendenza che si instaura tra produzioni tipiche e turismo.

L’ obiettivo del presente lavoro è la realizzazione di uno strumento utile per una pianificazione turistica sostenibile legata alle produzioni enogastronomiche a marchio. In particolare lo strumento mira ad analizzare i 14 prodotti a marchio della regione Basilicata e i relativi territori di produzione in modo da individuare le aree che in base alle loro caratteristiche sono in grado di esprimere un prodotto turistico basato sull’enogastronomia.

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Risultati
La Basilicata presenta ben 14 prodotti enogastronomici a marchio geografico, un numero che la colloca tra le prime posizioni a livello nazionale. All’interno della regione i prodotti non solo si distribuiscono in numeri non omogenei tra le diverse aree geografiche ma presentano anche caratteristiche dissimili che li portano, combinati con l’offerta turistica delle aree di produzione, ad assumere pesi differenti nella definizione di prodotti turistici enogastronomici in grado di trasformare le aree produttive in destinazioni enogastronomiche. Nella maggior parte dei casi, se si esclude il caso del Vulture, i prodotti a marchio geografico possono essere considerati come una motivazione accessoria ad altre, cioè la motivazione enogastronomica non rappresenta il main driver in grado di giustificare uno spostamento nelle aree di produzione. A tal proposito un esempio su tutti è dato dal caso del Matera Doc, il quale al momento non rappresenta un motivo di viaggio nella provincia di Matera, sua zona di produzione, poiché ad oggi quell’area, soprattutto per la presenza della città di Matera si caratterizza per un’offerta turistica incentrata su più forti e differenti motivazioni. Infatti il nostro suggerimento è quello di agganciare il prodotto enogastronomico Matera doc all’immagine culturale di Matera.

Invece, come anticipato, la zona geografica della Basilicata in grado di fare dell’enogastronomia una risorsa centrale nella propria offerta turistica è il Vulture poiché, in vista di strategie dirette alla creazione di un prodotto turistico enogastronomico, sono più favorite quelle zone che hanno già un prodotto gastronomico consolidato (nella mappa di posizionamento l’Aglianico del Vulture DOC e superiore presentano il valore più alto rispetto agli altri) . Oltre a questo prodotto l’area del Vulture può contare anche su altre produzioni a marchio come il Basilicata IGT, l’olio extravergine d’oliva Vulture DOP che possono essere considerati accessori al primo ma importanti nella creazione del prodotto turistico enogastronomico.

In conclusione per quest’area le azioni da mettere in atto si possono sintetizzare nella individuazione, organizzazione e gestione delle risorse esistenti, tra cui i prodotti a marchio in primis, le strutture produttive, la ristorazione, le strutture ricettive, le fattorie didattiche ecc., in modo da costruire un’offerta enogastronomica strutturata per offrire un prodotto appetibile al mercato.

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