Cos'è

Le parole “cibo” e “alimento” di solito vengono usate come sinonimi. Secondo il Regolamento n. 178/2002 dell’Unione Europea, si definisce “alimento” o “prodotto alimentare” o “derrata alimentare” qualunque prodotto “destinato ad essere ingerito, o di cui si prevede ragionevolmente che possa essere ingerito, da esseri umani. Sono comprese le bevande, le gomme da masticare e qualsiasi sostanza, compresa l'acqua, intenzionalmente incorporata negli alimenti nel corso della loro produzione, preparazione o trattamento.” Quando si parla di cibo dunque ci si riferisce a tutto ciò che gli esseri umani mangiano e bevono. Per il corpo umano è necessario ingerire cibo in quanto gli alimenti forniscono o immagazzinano energia per l’organismo, innescano reazioni chimiche all’interno di esso, o costituiscono materiale per la formazione dei tessuti biologici. Il corpo umano ricava dagli alimenti queste sostanze, che rappresentano i principi nutritivi per l’organismo e sono qui descritte:

 
  • Carboidrati
    si chiamano così perché sono formati da una o più molecole di zucchero, composte da carbonio, idrogeno e ossigeno. I carboidrati sono classificati in queste tre categorie: i monosaccaridi, formati da un’unica molecola di zucchero; i disaccaridi, formati da due di queste molecole e dunque da due monosaccaridi; i polisaccaridi, costituiti da catene di più monosaccaridi. Al gruppo dei monosaccaridi appartengono il glucosio, il fruttosio e il galattosio, mentre a quello dei disaccaridi il maltosio, il saccarosio e il lattosio. I monosaccaridi e i disaccaridi sono classificati come carboidrati semplici, mentre i polisaccaridi come “carboidrati complessi”. I carboidrati complessi comprendono l’amido e la cellulosa e, data la loro natura, vengono assorbiti più lentamente dall’organismo. I carboidrati sono presenti soprattutto negli alimenti di origine vegetale. Gli zuccheri semplici abbondano nel miele, negli sciroppi naturali e nei frutti, in particolare quelli più maturi, quelli tropicali e le albicocche, le banane, i cachi, i fichi, le pere e le pesche. Gli zuccheri complessi invece abbondano principalmente nei cereali, nelle patate, nelle castagne, nei piselli, nei fagioli, nella zucca, nelle carote e nelle barbabietole da zucchero.

    I carboidrati rappresentano la principale fonte di energia per il corpo umano, che la riceve attraverso una serie di reazioni biochimiche che si verificano quando il cibo è ancora nello stomaco. Queste reazioni stimolano il pancreas a produrre insulina, la quale accoglie il glucosio quando arriva nel sangue dopo la digestione, e lo veicola nelle cellule e nei tessuti. È lì che il glucosio verrà utilizzato per produrre energia. Gli zuccheri semplici e complessi generano quindi effetti positivi sulla salute umana, ma un abuso di queste sostanze può generare effetti negativi anche gravi. Secondo numerosi esperimenti scientifici, c’è un considerevole rischio che aumenti il peso, si generino patologie dentali e si sviluppi l’insulinoresistenza, che può provocare la nascita del diabete mellito di tipo 2. Inoltre, un consumo eccessivo di cibi dolci e zuccheri raffinati può favorire la nascita e lo sviluppo di tumori in particolare al colon-retto.
     
  • Proteine
    o protidi sono macromolecole formate attraverso la combinazione di amminoacidi. Queste sostanze sono 21 in totale, ma le loro diverse combinazioni danno origine a migliaia di diverse proteine esistenti in natura. È necessario assumere proteine dato che costituiscono l’unica fonte di azoto assimilabile per il corpo umano. Le proteine considerate “di alto valore biologico” sono presenti negli alimenti di origine animale quali carni bianche e rosse, salumi, pesce, crostacei, uova e latticini (soprattutto i formaggi stagionati), in quanto sono caratterizzate da combinazioni di amminoacidi più simili a quella delle proteine già presenti nel corpo umano. Protidi di un più basso valore biologico ma sempre importanti per l’organismo sono presenti nei piselli, nella soia, nei legumi, nei cereali. I legumi e i cereali andrebbero abbinati durante i pasti per fornire all’organismo l’apporto di amminoacidi di cui necessita.

    Le proteine che il corpo umano riceve tramite l’alimentazione esercitano diverse funzioni. I protidi hanno una funzione strutturale poiché costituiscono il materiale di numerosi tessuti quali in particolare i muscoli, la cute, le mucose, le unghie e i capelli. I protidi inoltre servono per controllare determinati processi del metabolismo, produrre energia – se quella prodotta dai carboidrati non è sufficiente – e infine fungere da grassi di riserva nel caso in cui sono presenti nell’organismo in quantità superiore al fabbisogno umano. La dieta umana deve evitare la carenza ma anche il consumo eccessivo di proteine in quanto il fegato, che trasforma gli amminoacidi in esse presenti, converte in ammoniaca e urea l’azoto ricevuto in eccesso. L’ammoniaca e l’urea sono sostanze dannose per i reni. Inoltre, una dieta iperproteica aumenta il rischio di incorrere in alcuni tumori. Infine, molti prodotti alimentari ricchi di proteine lo sono anche di sale e ciò rende maggiormente possibili l’ipertensione e le patologie cardiovascolari.
     
  • Grassi
    o lipidi forniscono il maggior apporto energetico al corpo umano; la loro digestione infatti rilascia circa 9 kcal per grammo, mentre quella di carboidrati e proteine circa 4 kcal per grammo. I lipidi non esercitano soltanto una funzione energetica, ma anche strutturale: le componenti più importanti delle membrane cellulari e di vari tessuti ed organi sono formate proprio da grassi. I lipidi di origine animale sono presenti principalmente: nei latticini, nello strutto, nel lardo, nella pancetta, in molti insaccati, nelle carni grasse e nei pesci provenienti da mari freddi quali aringhe, salmoni, sardine, sgombri e tonni. I grassi vegetali abbondano negli oli ricavati dalla spremitura di frutti – ad esempio l’olio di oliva – e semi oleosi – ad esempio l’olio di soia, girasole e lino – ma anche nella frutta secca, ricca di acidi grassi preziosi.

    La nutrizione umana deve evitare l’eccesso nel consumo di grassi perché questo favorisce l’aumento di peso che ha effetti negativi dl punto di vista estetico, ma soprattutto determina una maggiore probabilità di incorrere in patologie cardiovascolari, alcuni tumori e bruschi cambiamenti per gli ormoni e per il metabolismo.
     
  • Vitamine
    si distinguono in vitamine idrosolubili, che si sciolgono in acqua e a cui appartengono le vitamine B e C, e vitamine liposolubili, che si sciolgono nei grassi e a cui appartengono le vitamine A, D, E, K. Le vitamine sono fondamentali per la crescita e il funzionamento efficiente dell’organismo umano e, fatta eccezione per la vitamina D, non possono essere sintetizzate da esso dunque devono essere necessariamente introdotte tramite l’alimentazione. La vitamina A è presente principalmente nel latte, nei latticini e nelle verdure a foglia verde; la vitamina B nei cereali, nei legumi e in molte carni; la vitamina C negli agrumi, nei pomodori e nelle verdure a foglia verde. La vitamina D abbonda nelle uova, nel pesce e nell’olio di fegato di merluzzo, la vitamina E negli oli e grassi alimentari; la vitamina K nelle verdure a foglia verde.

    Una dieta a base di alimenti ricchi di vitamine ha molteplici vantaggi per il corpo umano. Queste sostanze nutritive garantiscono lo sviluppo corretto delle ossa, riducono il rischio di osteoporosi, contribuiscono significativamente alla produzione dei globuli rossi e dei pigmenti visivi, regolano la coagulazione, rinforzano il sistema nervoso, ostacolano le infezioni e l’azione dei radicali liberi. Anche in questo caso però il consumo eccessivo ha effetti negativi sulla salute umana. Superare le dosi raccomandate di vitamine liposolubili può creare irritazioni cutanee, stanchezza, ipoglicemia, disturbi gastrointestinali, alla vista e ai reni. Danni sull’organismo umano sono generati anche dall’uso smodato di vitamine idrosolubili: l’eccesso di vitamina B3 ostacola il cuore nell’utilizzare gli acidi grassi durante gli sforzi; quello di vitamina B6 danneggia il sistema nervoso e il fegato; quantità eccessive di vitamina C possono creare problemi di gotta, ai reni e anche distruggere la vitamina B12 già presente nell’organismo umano.
     
  • Sali minerali
    si distinguono in macroelementi, presenti in quantità relativamente grandi nel corpo umano e costituiti da calcio, cloro, fosforo,magnesio, potassio, sodio, e zolfo, e microelementi o oligoelementi, presenti in misura molto minore e costituiti da cobalto, cromo, ferro, fluoro, iodio, manganese, nichel, rame, selenio, silicio, zinco e vanadio. Gli alimenti più ricchi di sali minerali sono: latte, latticini, pesce e legumi che contengono calcio e fosforo; le carni che forniscono all’organismo fosforo e zolfo; il sale da cucina che è costituito dal cloruro di sodio; il pesce d’acqua salata che contiene molto cloro; i formaggi e gli insaccati nei quali abbonda il sodio; il grano tenero, i vegetali verdi, il cacao e le noci che forniscono magnesio; le banane, le albicocche, gli asparagi, i cavoli, le patate e i fagioli e piselli secchi dove è molto presente il potassio.

    Introdurre sali minerali nell’organismo è fondamentale in quanto i macroelementi sono molto importanti per le ossa, i muscoli e il corretto funzionamento del sistema nervoso e del metabolismo umano, mentre gli oligoelementi sono molto utili per le ossa, la milza, il fegato, i tessuti connettivi e consentono l’attività di numerosi enzimi. Come avviene per gli altri nutrienti visti fino adesso, per la salute umana sono negativi la carenza ma anche l’eccesso di Sali minerali. Un consumo eccessivo di sali minerali durante la nutrizione può generare nausea o vomito ma anche disturbi più seri come quelli all’apparato circolatorio e al sistema cardiovascolare, silicosi e crisi ipoglicemiche.
     
  • Acqua
    può essere considerata la componente principale del corpo umano: nell’uomo adulto rappresenta circa il 60% del peso corporeo e nei bambini la percentuale sale quasi all'80%. Il fabbisogno idrico giornaliero si attesta generalmente intorno ai 2 -2.5 litri di acqua al giorno. L’assunzione diretta di acqua dovrebbe corrispondere a circa 1,5 litri, e il resto può essere assunto tramite altri alimenti – quelli più ricchi di acqua sono la frutta e la verdura.

    La presenza dell’acqua è indispensabile per lo svolgimento di tutti i processi fisiologici e le reazioni biochimiche. L’acqua svolge un ruolo essenziale nella digestione, nell’assorbimento, nel trasporto e nell’utilizzazione degli stessi nutrienti. E’ fondamentale per la regolazione della temperatura corporea, ha funzioni di ammortizzatore nelle articolazioni, mantiene elastiche e compatte la pelle e le mucose. Bere acqua infine permette di mantenere un peso corporeo adeguato e una circolazione efficiente, nonché di eliminare sostanze che, se accumulate, possono rivelarsi dannose.

    La scienza che studia gli effetti benefici del cibo sulla salute umana è la Nutraceutica. L’origine etimologica di questo nome mette insieme i concetti di nutrizione e di farmaceutica. L’applicazione delle basi teoriche della Nutraceutica consiste nella produzione degli integratori alimentari o prodotti nutraceutici. Gli integratori alimentari sono concepiti come qualcosa che rappresenti sia gli alimenti che i farmaci. Assumere integratori alimentari, e al contempo seguire una dieta equilibrata e un corretto stile di vita, è molto salutare per il corpo umano e consente in particolare di: prevenire malattie, intervenire sulla patologie in atto, ostacolare i processi di invecchiamento e favorire l’equilibrio fisiologico dell’organismo.