La mappa di posizionamento

 

 

La metodologia
Con la mappa di posizionamento ci si pone l’obiettivo di schematizzare, mettere in relazione e comparare i dati raccolti nella presente ricerca, al fine di determinare una giusta collocazione dei 14 prodotti a marchio della regione Basilicata e delle relative aree di produzione all’interno dell’offerta turistica relativa all’enogastronomia lucana. Il turismo enogastronomico, infatti, si sta imponendo, sempre di più negli ultimi anni, come una forma di turismo culturale in costante crescita, che mira alla conservazione e valorizzazione dei prodotti, dei territori e dei piatti locali, consentendo ai visitatori di riscoprire il legame naturale che lega un alimento al suo territorio di origine.
Ciascuno dei prodotti analizzati è stato collocato nella presente mappa di posizionamento in una doppia scala di valore dettata dalle componenti essenziali del prodotto turistico enogastronomico:

  • La dimensione del prodotto enogastronomico
  • La dimensione dell’offerta turistica del territorio

Per l’analisi del prodotto enogastronomico sono stati considerati differenti aspetti: il numero di aziende iscritte al consorzio di tutela, la quantità prodotta, le strategie di commercializzazione attuate sia attraverso i classici canali che attraverso il commercio on line, le strategie di promozione, infine la presenza o meno di sagre organizzate nelle aree di produzione.
Per l’analisi dell’offerta turistica relativa all’area di produzione dei prodotti a marchio, sono stati considerati aspetti quali: il numero di posti letto esistenti, il numero degli agriturismi, il numero delle fattorie didattiche, il numero di ristoranti, l’eventuale presenza su guide specializzate, la reputazione sul social media travel Tripadvisor. Infine l’esistenza di eventuali itinerari tematici e il grado di accessibilità dell’area dai principali capoluoghi delle regioni di prossimità della Basilicata (Puglia, Campania, Calabria).
I dati sono stati raccolti utilizzando diverse fonti quali le interviste ai presidenti dei consorzi di tutela, i dati degli enti di certificazione, l’analisi di siti di e-commerce individuati tramite parole chiave utilizzate dai motori di ricerca on line, dati dell’agenzia di promozione turistica regionale per l’individuazione del numero delle strutture ricettive esistenti, del numero dei ristoranti, dei principali eventi enogastronomici esistenti, degli itinerari tematici, dati dell’albo regionale per l’individuazione delle fattorie didattiche esistenti, guide specializzate per le citazioni dei ristoranti in esse raccolte.
E’ da premettere che ai fini della nostra analisi, per ogni area di produzione, laddove quest’ultima abbracciasse più comuni, si è scelto di considerare i comuni caratterizzati dalle produzioni più consistenti, con lo stesso criterio si è proceduto all’analisi dell’offerta turistica.
A seguire verrà analizzato per ogni singolo prodotto a marchio il relativo posizionamento emerso dalla presente ricerca per individuare le aree di produzione maggiormente predisposte alla creazione di un prodotto turistico enogastronomico.

torna su >

I prodotti analizzati

  1. Terre dell’ Alta Val d’Agri D.O.C.
  2. Grottino di Roccanova D.O.C.
  3. Canestrato di Moliterno I.G.P.
  4. Fagioli di Sarconi I.G.P.
  5. Melanzana rossa di Rotonda I.G.P.
  6. Fagioli Bianchi di Rotonda D.O.P.
  7. Peperone di Senise I.G.P.
  8. Olio extravergine d’oliva vulture D.O.P.
  9. Pecorino di Filiano D.O.P.
  10. Caciocavallo Silano D.O.P.
  11. Basilicata I.G.T.
  12. Aglianico del Vulture D.O.C. e superiore
  13. Matera D.O.C.

 

Terre dell’Alta Val d’Agri D.O.C.

Analisi del posizionamento
Il vino Terre dell’Alta Val D’Agri D.O.C. presenta una posizionamento insufficiente dal punto di vista della dimensione del prodotto, mostra altresì una incerta promozione e commercializzazione a livello nazionale, con un consorzio costituito da 15 aziende. Insufficiente risulta la presenza sul commercio on line.
Sufficiente è il posizionamento in termini di offerta turistica per la presenza di agriturismi, fattorie didattiche, in particolare tra i fattori analizzati molto positiva risulta la percezione che sia ha dei ristoranti dell’area recensiti su Tripadvisor, infatti i 9 ristoranti recensiti raggiungono una valutazione di 4,23 punti su 5.
In termini di accessibilità l’area è raggiungibile in auto in due ore solamente da 3 degli 8 comuni da noi analizzati, non è possibile raggiungere l’area con il treno.

Strategie migliorative
Il Posizionamento del prodotto a marchio è migliorabile intervenendo su aspetti produttivi e contemporaneamente pensando ad azioni integrative con gli altri prodotti a marchio geografico dell’area: fagioli di Sarconi, Grottino di Roccanova, Canestrato di Moliterno. Tali azioni vanno implementate attraverso l’integrazione con le altre risorse turistiche dell’area, come l’area archeologica di Grumentum con il relativo museo archeologico nazionale, con i comprensori montani dell’area, ma soprattutto bisogna comunicare che i prodotti a marchio e le relative aree di produzione rientrano in una più ampia risorsa rappresentata dal Parco Nazionale dell’Appennino Lucano che potrebbe rappresentare un ulteriore attestato di qualità per i prodotti a marchio.

torna su >

Grottino di Roccanova D.O.C.

Analisi del posizionamento
Il vino Grottino di Roccanova D.O.C. presenta un posizionamento insufficiente in termini di prodotto. Tale posizionamento è dovuto all’esiguo quantitativo di produzione, se confrontato con altri prodotti della stessa categoria merceologica come il vino Aglianico e il Basilicata I.G.T. La commercializzazione avviene a livello regionale attraverso le classiche strategie di vendita, come la distribuzione al minuto e la vendita diretta in azienda, è presente solo su 4 degli 11 siti di e-commerce analizzati per quanto riguarda i canali commerciali on line.
Riguardo all’offerta turistica, i fattori considerati, quali i posti letto esistenti, la presenza di fattorie didattiche, di agriturismi e ristoranti, presentano valori sufficienti. In termini di accessibilità l’area di produzione è raggiungibile in due ore di auto solo da quattro delle otto città considerate, mentre è del tutto assente l’accessibilità via treno.

Strategie migliorative
Un miglior posizionamento potrebbe essere raggiunto intervenendo sull’aspetto produttivo, ma si potrebbe anche pensare a strategie integrative e di collaborazione con altri prodotti dell’area, come il Canestrato di Moliterno, il vino Terre alta val d’Agri e i fagioli di Sarconi, alcuni dei quali caratterizzati da un posizionamento migliore. Anche in questo caso è fondamentale sottolineare che il prodotto a marchio e la relativa area di produzione rientra in una più ampia risorsa turistica rappresentata dal parco nazionale dell’Appennino Lucano.

torna su >

Canestrato di Moliterno I.G.P.

Analisi del posizionamento
Il Canestrato di Moliterno I.G.P. presenta un posizionamento sufficiente in termini di prodotto gastronomico, a fronte di una produzione di soli 130 quintali del 2013 presenta una buona strategia di promozione a livello nazionale grazie alle iniziative dei consorziati spesso attuate anche in collaborazione con l’ente Parco nazionale Appennino Lucano. La commercializzazione avviene a livello nazionale, interessante anche la presenza sul mercato elettronico, il prodotto è presente su 5 degli 11 marketplace analizzati. Interessante anche la promozione sul territorio grazie alla presenza della sagra del Canestrato di Moliterno ormai consolidatasi nel tempo e giunta nel 2014 alla XXXIII edizione. L’offerta turistica si attesta su valori sufficienti in termini di presenza di fattorie didattiche, agriturismi e ristoranti. In termini di accessibilità l’area è raggiungibile in due ore d’ auto solo da due delle otto località da noi considerate mentre è del tutto assente l’accessibilità via treno.

Strategie migliorative
Un miglior posizionamento potrebbe essere raggiunto intervenendo su aspetti di tipo produttivo assieme ad azioni di integrazione con gli altri prodotti dell’area come il Grottino di Roccanova, il vino Terre alta val d’Agri e i fagioli di Sarconi. Anche in questo caso è valida la strategia di muoversi all’interno della più ampia risorsa turistica rappresentata dal parco nazionale dell’Appennino Lucano.

torna su >

Fagioli di Sarconi I.G.P.

Analisi del posizionamento
Il Fagiolo di Sarconi I.G.P. presenta un posizionamento sufficiente per quanto riguarda il prodotto gastronomico. Nonostante una produzione di 123 quintali del 2013, presenta una buona strategia di promozione sia a livello regionale che nazionale. In particolar risulta interessante la commercializzazione soprattutto per la presenza sul mercato on line, il prodotto è presente su 5 degli 11 marketplace analizzati. Buona anche la promozione sul territorio grazie alla presenza della sagra che rappresenta un appuntamento classico degli eventi della Basilicata giungendo alla XXXIII nel 2014.
L’offerta turistica si attesta su valori sufficienti in termini di presenza di fattorie didattiche, di 29 agriturismi e ristoranti. In termini di accessibilità l’area è raggiungibile in due ore di auto solo da 2 delle otto località da noi considerate mentre è del tutto assente l’accessibilità via treno.

Strategie migliorative
Un miglior posizionamento potrebbe essere raggiunto intervenendo su aspetti di tipo produttivo ma come per gli altri prodotti dell’area andrebbero implementate azioni collaborative con gli altri marchi certificati dell’area come il Grottino di Roccanova, il vino Terre alta val d’Agri e il Canestrato di Moliterno. Anche in questo caso è fondamentale l’attuazione di una strategia di collaborazione con l’Ente Parco nazionale dell’Appennino Lucano.

torna su >

Melanzana rossa di Rotonda I.G.P.

Analisi del posizionamento
La Melanzana Rossa di Rotonda I.G.P. presenta un posizionamento insufficiente per quanto riguarda il prodotto gastronomico, la produzione attestatasi su 493 quintali nel 2013 viene commercializzata a livello nazionale attraverso i classici canali, mentre risulta esiguo l’utilizzo della commercializzazione on line. Per quanto riguarda la promozione sul territorio è da sottolineare la presenza della relativa Sagra “Il Bianco e la Rossa” in coabitazione con l’altro prodotto a marchio dell’area, ossia, il Fagiolo Bianco di Rotondo I.G.P. .
Sufficiente è il posizionamento dell’offerta turistica in termini di posti letto in generale ed in particolare per quanto riguarda gli agriturismi e le fattorie didattiche. I ristoranti recensiti su Tripadvisor risultano ben 11 con una media di 4,23 punti su 5. Sono ben 4 le citazioni dei ristoranti sulle guide specializzate. In termini di accessibilità l’area è raggiungibile in due ore di auto solo da tre località tra quelle da noi considerate. Del tutto assente il collegamento in treno.

Strategie migliorative
Andrebbero attuate strategie di rafforzamento della produzione ma anche azioni dirette ad assemblare le risorse turistiche già esistenti, i ristoranti di qualità, gli agriturismi, le fattorie didattiche spingendo molto sull’aspetto naturalistico, infatti l’area di produzione ricade all’interno del Parco Nazionale del Pollino. Sarebbe auspicabile attuare tale strategia assieme agli altri prodotti a marchio esistenti nell’area come i Fagioli Bianchi e i Peperoni di Senise.

torna su >

Fagioli bianchi di Rotonda D.O.P.

Analisi del posizionamento
Il Fagiolo Bianco di Rotonda D.O.P. presenta un posizionamento insufficiente per quanto riguarda il prodotto gastronomico. La produzione viene commercializzata a livello nazionale attraverso i classici canali mentre ancora esiguo risulta l’utilizzo della commercializzazione on line. Per quanto riguarda invece la promozione sul territorio è da sottolineare la presenza della relativa Sagra in compresenza con la Melanzana Rossa.
Sufficiente è il posizionamento dell’offerta turistica in base ai fattori analizzati quali i posti letto alberghieri, gli extra alberghieri come gli agriturismi e la presenza di altre risorse come le fattorie didattiche. Per quanto riguarda i ristoranti recensiti su Tripadvisor risultano ben 11 con una media di 4,23 punti su 5. Invece sono quattro le citazioni dei ristoranti sulle guide specializzate. In termini di accessibilità l’area è raggiungibile in due ore di auto solo da tre località tra quelle da noi considerate. Del tutto assente il collegamento in treno.

Strategie migliorative
Andrebbero attuate strategie di rafforzamento della produzione ma anche azioni dirette ad organizzare le risorse turistiche già esistenti, i ristoranti di qualità, gli agriturismi le fattorie didattiche spingendo molto sull’aspetto naturalistico. Azioni da attuare assieme agli altri prodotti esistenti nell’area come la Melanzana Rossa di Rotonda e i Peperoni di Senise.

torna su >

Peperone di Senise I.G.P.

Analisi del posizionamento
Il Peperone di Senise I.G.P. presenta un posizionamento sufficiente sia in termini di prodotto che di offerta turistica della relativa area di produzione. Nonostante la produzione esigua tale posizionamento è dovuto alla promozione e commercializzazione che avviene a livello nazionale ma soprattutto all’utilizzo del commercio elettronico, il prodotto a marchio infatti è presente su 6 degli 11 siti di e-commerce da noi analizzati. Sul territorio la promozione del prodotto avviene tramite la relativa sagra de “U Strittul Ru Zafaran” giunta alla XII edizione. In termini di offerta turistica il posizionamento è dovuto alla presenza di 9 agriturismi e 7 fattorie didattiche e alla presenza di un ristorante citato sulle guide specialistiche. Per quanto concerne l’accessibilità dell’area, questa è raggiungibile in due ore di auto da quattro delle otto località da noi esaminate mentre è del tutto assente l’accessibilità via treno.

Strategie migliorative
Andrebbero attuate strategie di rafforzamento della produzione ma anche azioni dirette a trasformare in prodotto turistico le risorse esistenti, i ristoranti di qualità, gli agriturismi, le fattorie didattiche spingendo anche in questo caso sull’aspetto naturalistico legato all’esistenza del Parco Nazionale del Pollino. Sarebbe auspicabile anche in questo caso attuare tale strategia assieme agli altri prodotti a marchio dell’area come i fagioli bianchi e la melanzana rossa di Rotonda.

torna su >

Olio Vulture D.O.P.

Analisi del posizionamento
L’Olio Extravergine d’Oliva Vulture D.O.P. presenta un posizionamento sufficiente in termini di prodotto e ampiamente sufficiente in termini di offerta turistica. Interessante il numero degli iscritti al consorzio ben 20 i quali hanno avviato azioni di promozione e commercializzazione al livello internazionale attraverso i canali classici quali intermediari dell’export, va migliorato l’utilizzo del canale e-commerce. Ampiamente sufficiente, come dicevamo, è il posizionamento in termini di offerta turistica dell’area soprattutto per la presenza di ristoranti e fattorie didattiche, per la reputazione dei 12 ristoranti presenti su Tripadvisor che raggiungono un punteggio medio di 4,2. L’area è facilmente accessibile sia in auto, raggiungibile in due ore dalle località di riferimento da noi analizzate, sia in treno.

Strategie migliorative
Le azioni da attuare sono legate al miglioramento della produzione per quanto riguarda il prodotto, invece ai fini di un prodotto turistico dedicato è necessaria l’ organizzazione 31 delle risorse esistenti soprattutto in vista dell’integrazione con il prodotto vino dell’area del Vulture che presenta la performance migliore in assoluto della nostra analisi.

torna su >

Pecorino di Filiano D.O.P.

Analisi del posizionamento
Il Pecorino di Filiano D.O.P. presenta un posizionamento al limite tra il sufficiente e l’insufficiente in termini di prodotto. Nonostante la produzione presenta azioni di promozione e commercializzazione a livello nazionale con un certo utilizzo anche del canale e-commerce, è presente su 4 degli 11 canali analizzati. La promozione del prodotto a marchio avviene anche sul territorio attraverso l’organizzazione della relativa sagra arrivata alla XLII edizione nel 2014. Il numero degli iscritti al consorzio raggiunge 15 aziende. Ampiamente sufficiente il posizionamento in termini di offerta turistica dell’area di produzione grazie alla presenza di ben 13 fattorie didattiche, di un ristorante citato nelle guide specializzate e al facile accesso dell’ area sia in auto che in treno.

Strategie migliorative
Le azioni da attuare sono legate al miglioramento della produzione per quanto riguarda il prodotto, mentre ai fini turistici per la creazione di un prodotto turistico enogastronomico è necessario organizzare le risorse esistenti quali le fattorie didattiche, il ristorante citato sulle guide, il consorzio anche in vista di una auspicabile integrazione con i prodotti a marchio dell’area del Vulture che presentano il migliore posizionamento in assoluto della nostra analisi e che risulta un’area contigua in termini geografici.

torna su >

Caciocavallo Silano D.O.P.

Analisi del posizionamento
Il Caciocavallo Silano D.O.P. emerge dalla nostra ricerca con un posizionamento sufficiente dovuto alla relativa produzione, alle 19 aziende consorziate. Ha sul territorio un ottima capillarità e una buona promozione a livello nazionale.
Un posizionamento ampiamente sufficiente è apparso nell’offerta turistica collegata, in termini di posti letto, di presenza di ristoranti su guide, di presenza di fattorie didattiche (13) e in termini di accessibilità del bacino di produzione facilmente raggiungibile in macchina e in treno dai capoluoghi delle regioni di prossimità da noi considerate.

Strategie migliorative
Il prodotto non si presenta ancora in maniera adeguata con proposte integrate e strutturate per poter rappresentare una motivazione di viaggio per il turista enogastronomico ma con una strategia in questa direzione il caciocavallo potrebbe risultare una risorsa enogastronomica interessante se integrata e rafforzata con altri prodotti a marchio regionali.

torna su >

Basilicata I.G.T.

Analisi del posizionamento
Il vino Basilicata IGT presenta nella matrice un posizionamento ampiamente sufficiente per quanto riguarda il prodotto, difatti ha un ottimo dimensionamento in termini di quantità di produzione e distribuzione del marchio. Si divide in sei tipologie: rosso, bianco, rosato, frizzante, novello e passito. Al 2010 erano 68 le aziende produttrici con 178 etichette e più di due milioni di bottiglie annue prodotte. Da quando ha avuto la denominazione nel 1995, ha rappresentato un prodotto enologico importante della Basilicata . Da sottolineare in negativo la completa assenza del consorzio di tutela del marchio.
Dal punto di vista dell’ offerta turistica il Basilicata IGT presenta un posizionamento sufficiente con caratteristiche simili a quello dell’ Aglianico del Vulture Doc, (sono stati presi in considerazione i comuni che presentano le produzioni maggiori in termini di bottiglie, secondo il repertorio vini 2011 dell’A.L.S.I.A. Questi comuni, se si esclude Noepoli, coincidono con i paesi produttori dell’Aglianico, cioè Venosa e Rionero).

Strategie migliorative
L’istituzione del Consorzio di tutela, l’organizzazione di un’offerta enogastronomica strutturata che metta insieme i servizi esistenti nell’area e l’allineamento con azioni legate al prodotto Aglianico D.O.C., all’olio extravergine d’oliva Vulture Dop, costituirebbero delle strategie volte a costruire una motivazione enogastronomica di grande interesse per la domanda.

torna su >

Aglianico del Vulture D.O.C. e Aglianico del Vulture superiore D.O.C.G

Analisi del posizionamento
Il vino Aglianico del Vulture D.O.C. e Aglianico del Vulture Superiore D.O.C.G sono il fiore all’occhiello dell’enogastronomia lucana, infatti si posizionano nella nostra matrice al livello più alto dal punto di vista del prodotto enogastronomico. Il vino Aglianico del Vulture riconosciuto doc nel 1971 al 2010 presentava una produzione annua di bottiglie pari a 3760400, è il prodotto con la miglior distribuzione sia su scala nazionale che internazionale, in particolare forte è la sua presenza sul canale e-commerce, è presente su 9 degli 11 siti internet analizzati. Le aziende consorziate sono 70, il miglior risultato regionale. Sul territorio è presente anche la sagra Aglianica Wine Festival uno degli avvenimenti più importanti a livello regionale dell’enogastronomia lucana.
Dal punto di vista dell’offerta turistica sufficiente è il suo posizionamento in termini di ricettività ma soprattutto se si considera la presenza di ristoranti e fattorie didattiche (12), un numero tra i più alti della regione, la reputazione dei 23 ristoranti recensiti su Tripadvisor che presentato una media del 3,9. Alto è anche il valore dell’accessibilità che rende l’area facilmente raggiungibile in treno e in due ore di auto dai capoluoghi delle regioni di prossimità.

Strategie migliorative
Una strategia che miri ad integrare la notorietà del prodotto con i servizi turistici esistenti sul territorio farebbe dell’area di produzione dell’Aglianico l’attrattore principale del turismo enogastronomico in Basilicata, anche in vista dell’integrabilità con gli altri prodotti dell’area come il Basilicata I.G.T., l’Olio Etravergine del Vulture D.O.P. e con i gli altri prodotti a marchio di aree contigue come il Pecorino di Filiano D.O.P. 

torna su >

Matera D.O.C.

Analisi del posizionamento
Il vino Matera D.O.C. esce fuori dalla nostra ricerca come emblematico, infatti, è l’unico prodotto a marchio la cui area di produzione presenta il più alto posizionamento per quanto riguarda l’offerta turistica del territorio, trainata in primis da Matera. Tra le varie aree di produzione oggetto della nostra analisi è quella che presenta il numero più alto di posti letto, di ristoranti, di fattorie didattiche (17), 25 sono i ristoranti citate sulle guide, 120 quelli recensiti su Tripadvisor con una media di 3,8. Invece presenta un posizionamento insufficiente per quanto riguarda il prodotto in se, ad esempio in termini di commercializzazione essa avviene solo a livello regionale mentre esigua è la presenza nella commercializzazione on-line. Sono solo 9 le aziende consorziate e vi è una produzione limitata di vino se confrontata con altri prodotti merceologici simili come il Basilicata Igt e l’Aglianico Doc.

Strategie migliorative
Per fare della provincia di Matera una motivazione di viaggio enogastronomica bisognerebbe intervenire sulla produzione del Matera D.O.C., aumentare il numero degli iscritti al consorzio e agganciare il prodotto vino al territorio che, vista la forza di Matera in termini di immagine turistica, sicuramente aiuterebbe il prodotto Matera D.O.C.

torna su >